18/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo vorrebbe che i tre rientrassero a Roma con un volo di Stato nelle prossime ore

"Voglio dare atto a Cecilia Strada di aver gestito la vicenda con sobrietà e evitando strumentalizzazioni" al contrario di "una minoranza delle forze parlamentari che ha ottenuto come risposta i risultati di oggi". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi convocata dopo il rilascio dei tre cooperanti di Emergency oggi a Kabul.  Il ministro ha espresso il suo ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla liberazione dei tre operatori di Emergency per aver "lavorato tutti davvero come una squadra" Alla conferenza di palazzo Chigi ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. In particolare Frattini si è rivolto al suo staff a Roma e Kabul, all'ambasciatore in Afghanistan Claudio Glaentzer ed al suo inviato ambasciatore Massimo Iannucci. È stato un lavoro, ha sottolineato Frattini, portato avanti con "contatti discreti" con l'intelligence afgana nel rispetto delle autorità di Kabul. "Ma non per questo meno determinanti", ha rilevato a sua volta Letta aggiungendo che "questo del resto era lo spirito della lettera di Berlusconi a Karzai. Il duplice obiettivo - ha spiegato - era accertare tutta la verita' nel tempo piu' breve possibile. Secondo il codice afghano i servizi segreti, nelle indagini in cui si contestano azioni criminose del genere, ha 15 giorni prima di formulare l'accusa, e dopo 7 giorni non solo non lo e' stata ma, non essendovene elementi sufficienti, e' stato deciso, su nostra pressante richiesta, di mettere in liberta' piena i tre connazionali arrestati, che nelle prossime ore - annuncia - saranno accompagnati in Italia con un volo speciale italiano e che ora si trovano all'ambasciata di Kabul". Frattini rivendica "un'azione diplomatica condotta preferendo che a parlare fossero i fatti, che sin dal primo momento sono stati chiari: impegno a trasferire da Helmand a Kabul, mantenuto prima del previsto. A un trattamento assolutamente decoroso, e sono stati subito trasferiti in una guest house che non e' una prigione ma una struttura nuova e non paragonabile a una camera di sicurezza, sono stati visitati subito dal nostro ambasciatore come promesso". Poi "si e' aggiunto un contatto delle ultime ore che, ieri, mi ha persuaso fosse possibile proporre al governo afgano la liberazione, sulla base di un impegno di fiducia verso le istituzioni italiane. Il governo afgano ha richiesto che vi fosse l'impegno formale del governo italiano, qualora emergano successivamente delle accuse nuove, o si approfondiscano quelle originali, che siano le autorita' giudiziarie italiane, secondo la legge italiana, ad occuparsi del caso: un evidente gesto di fiducia verso l'Italia", ribadisce Frattini che rimarca anche che "non si riteneva accettabile da parte nostra che si continuasse a prendere tempo".

Parole chiave: frattini, afghanistan, emergency
Categoria: Diritti, Pace, Politica
Luogo: Italia