15/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'ex imam della moschea di via Quaranta a Milano, rapito nel 2003 dalla Cia, chiederà un indennizzo non inferiore ai quindici milioni di euro

Abu Omar al-Misri, ex imam della moschea di via Qauaranta a Milano, rapito nel 2003 da agenti della Cia, ha dichiarato oggi all'agenzia Adnkronos International di essere disposto a negoziare con il governo italiano e con la procura di Milano per risolvere la questione del risarcimento. Abu Omar ha dichiarato che la sua richiesta di indennizzo non sarà inferiore a 15 milioni di euro. L'ex imam, trasferito dalla Cia in Egitto, ha precisato di aver chiesto più volte all'ambasciata italiana al Cairo la restituzione del passaporto con lo status di rifugiato politico, ma la richiesta non è mai stata soddisfatta. Abu Omar ha anche chiarito che dopo aver ottenuto il risarcimento potrà dedicarsi al progetto di fondare un partito politico, di stampo religioso come i partiti democristiani europei, dunque aperto a soli cittadini musulmani.

Parole chiave: abu omar
Categoria: Diritti
Luogo: Italia