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Nell'ultimo giorno utile per la consegna della dichiarazione dei redditi negli Stati Uniti, il Tea-Party scende in piazza a Washington per protestare contro le tasse e le politica "liberal" del presidente Barak Obama.
La manifestazione nella capitale è la tappa finale del "Tea Party Express", che ha visto organizzate una serie di manifestazioni in tutto il Paese durante questa settimana.
Nato spontaneamente un anno fa per opporsi al pacchetto economico del governo, il movimento di destra è diventato, soprattutto con la mobilitazione anti-riforma sanitaria, una delle principali spinte per il rilancio dei repubblicani dopo la sconfitta del 2008. In occasione della marcia anti-tasse nella capitale, il Times pubblica un sondaggio sul partito che mostra un nuovo profilo sociale dei membri: non solo gente di provincia, ma uomini bianchi, con un buon livello di istruzione e reddito. Meno estremisti e populisti rispetto a quanto era sembrato finora durante le loro manifestazioni. Il nome del partito evoca l'azione di protesta del 1773 compiuta dai coloni americani contro la "taxation without government" imposta da Londra. quando gettarono in mare il tè britannico. Quello che emerge dal sondaggio del Times rivela però che i membri del Tea Party ritengono giusto pagare le tasse, ma sono insoddisfatti dell'amministrazione democratica, soprattutto in merito ad economia, ambiente e sanità. Il sondaggio svela una classe medio-alta che ha però risentito della crisi economica e convinta che Washington sia più interessata ad aiutare i poveri
(secondo più della maggioranza degli intervistati) e gli afroamericani (secondo il 25 percento). Nove intervistati su dieci sono convinti che il Paese stia andando nella direzione sbagliata e non hanno paura a bollare Barak Obama come "socialista". Dal sondaggio emerge anche un altro dato interessante riguardante Sarah Palin, ex-candidata alla vice-presidenza per i conservatori, che di recente si è proposta come sorta di leader del movimento. Il sondaggio del Times mostra infatti come in realtà il Tea Party si ispiri ad argomenti molto più pratici e concreti rispetto ai qui valori morali centrali per la destra cristiana e di cui la Palin si è fatta paladina. Otto membri su dieci considerano infatti l'economia il problema centrale del Paese e la maggioranza degli intervistati non considerano Sarah Palin all'altezza della presidenza. Nonostante questo, l'ex governatrice dell'Alaska continua a cavalcare la protesta del Tea Party, accusando ieri a Boston il presidente di posizione "anti-americane".