14/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Moni Ovadia, voce autorevole dalla cultura ebraica in Italia, esprime solidarietà a Emergency

Emergency sotto attacco. Nonostante i tentativi di discredito, diversi esponenti del mondo della cultura hanno espresso la loro solidarietà alla ong attiva a Lashkar Gah, nella provincia dell'Helmand in Afghanistan, per dare assistenza medica ai civili.

PeaceRepoter ha sentito Moni Ovadia, voce autorevole della cultura ebraica nel nostro Paese.

“Da quando ho incontrato Gino Strada sono sempre stato al suo fianco e mi considero parte della famiglia di Emergency. A questa ong è stata tesa una trappola vile: ricorda quando i nazisti si sparavano addosso per giustificare l'invasione della Polonia. Ci tengo a mostrare tutto il mio affetto per lo staff di Emergency e per Gino, un uomo pronto a varcare il confine dell'Afghanistan su un mulo, rischiando l'infarto, pur di raggiungere i suoi ammalati. Nella tradizione ebraica si dice che esistono trentasei Giusti che sostengono il mondo, perché non venga travolto dalla melma. Gino e Teresa, sua moglie, una delle persone migliori che io abbia mai conosciuto e che ci ha lasciato da poco, rientrano nella categoria dei Giusti. Soccorrere i feriti è l'unica vera risposta al fondamentalismo, non la guerra che crea altro dolore, rendendo il terrorismo una possibilità attraente per molti giovani disperati. Emergency mostra un volto diverso dell'Occidente, un volto che non è fatto solo di denaro e affari, ma un volto più umano”.

Benedetta Guerriero

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