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"Un'impresa criminale diretta dalla Casa del Nariño". "Sinistro". "Assolutamente allarmante". E sono solo alcuni dei commenti rilasciati dai vari magistrati, incluso il presidente della Corte Suprema di Giustizia - massimo tribunale di giustizia ordinaria colombiano - dopo aver esaminato le prove presentate dalla procura sulle intercettazione illegali e i pedinamenti fatti dai servizi segreti (Dipartimento amministrativo di sicurezza, Das), sotto diretto controllo del presidente della repubblica Álvaro Uribe. Vittime: i magistrati, e non solo.
A chiudere le indagini iniziate ormai da tempo, l'arresto avvenuto la settimana scorsa di cinque alti funzionari, fra i quali il capo dell'Intelligence e quello del Controspionaggio. Le prove sembrano schiaccianti: negli ultimi anni, e in particolare nei periodi elettorali e quando i tribunali dovevano decidere sulla costituzionalità di un eventuale terzo mandato di Uribe, ogni sessione plenaria dei magistrati era puntualmente registrata da una spia, che trascriveva in maniera criptata le parti che riguardavano direttamente il presidente. Che pretendeva che gli 007 controllasero i giudici anche a casa, con il medesimo criterio: ogni volta si parlava di lui, le conversazioni dovevano essere trascritte e consegnate.
E nel mirino non c'erano solo i giudici: più di 200 politici, giornalisti e difensori dei diritti umani venivano ascoltati e registrati, controllati passo passo. "Non c'è dubbio che il responsabile politico di questi crimini, di queste violazioni dei diritti fondamentali sia Álvaro Uribe", si è precipitato a precisare Gustavo Petro, candidato presidenziale per il Polo Democratico, fra le principali vittime delle intercettazioni illegali assieme a ogni singolo candidato alle elezioni di maggio.
Ma i preferiti di Uribe restavano comunque i giudici. Fra questi, in particolare, colui che si è specializzato nel perseguire i paramilitari, César Valencia Copete, che aveva più volte denunciato le pressioni telefoniche ricevute dal presidente, circa le indagini contro suo cugino, l'ex parlamentare e proprietario terriero Mario Uribe, oggi in carcere.
Ma il braccio della piovra non si limitava alla Colombia. Secondo la documentazione raccolta dal procuratore incaricato di indagare sulla grave vicenda, il Das agiva anche in Europa. Tramite il responsabile delle operazioni estere Germán Villalba, gli 007 colombiani manipolavano conversazioni e mail di difensori di diritti umani e Ong, in modo da simulare una presunta collusione con i gruppi guerriglieri e screditarli.
"Quello che ha scoperto la fiscalia è molto più grave del Watergate, lo scandalo di spionaggio contro l'opposizione che nel 1974 costò la poltrona al presidente Usa Richard Nixon", ha commentato a El Tiempo il presidente della Corte Suprema, Jaime Arrubla.
Alcuni dei capi dei servizi segreti oggi in carcere hanno riferito di riunioni con le più alte cariche della presidenza. In una di queste, l'allora direttrice del Das, Maria Pilar Hurtado, chiese con urgenza la trascrizione di un Cd con la registrazione di una sessione della Corte Suprema per consegnarla direttamente a Uribe. Che smentisce senza cenni di imbarazzo. "La mia amministrazione non ha mai ordinato queste intercettazioni", tuona. Un caso, quello delle intercettazioni volute da Uribe, scoppiato nel febbraio 2009, ma mai ammesso da Uribe. Che punta il dito contro presunti funzionari deviati, specificando di essere stato egli stesso oggetto di intercettazioni illegali.
"Questo Governo non ordina nulla di illegale... mai è passato per la mente di questo Governo di suggerire al Das di fare intercettazioni o di violare la legge. In nessun modo", ha dichiarato il presidente uscente durante un'intervista a Radio Santa Fe. Quindi precisa di non capire perché questo caso vecchio di un anno venga rispolverato proprio adesso, insinuando però il perfetto tempismo con la campagna elettorale: "Non so, guarda un po' come coincide con il processo elettorale", ha dichiarato.
Intanto, la Fiscalía General ha messo dentro una decina di ex 007, ne ha iscritti molti altri nel registro degli indagati e ha sequestrato montagne di documenti trovati negli uffici del Das. Alcuni di questi sono stati visionati dall'agenzia giornalistica Associated Press che riferisce come si tratti di fascicoli approfonditi e molto personali. Ci sono foto di attivisti, dei loro figli piccoli, curricula, descrizioni di attività quotidiane, e perfino dei profili psicologici e dettagli sulla vita amorosa. Come se non bastasse, sono stati persino trovati estratti conto bancari di alcuni magistrati.
Stella Spinelli
Parole chiave: colombia, das, uribe, intercettazioni, corte suprema, elezioni