13/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La scrittrice albanese Anilda Ibrahimi esprime solidarietà a Emergency

Emergency sotto attacco. Nonostante i tentativi di discredito, diversi esponenti del mondo della cultura hanno espresso la loro solidarietà alla ong attiva a Lashkar Gah, nella provincia dell'Helmand in Afghanistan, per dare assistenza medica ai civili.

PeaceRepoter ha sentito la scrittrice albanese Anilda Ibrahimi.

“Non voglio fare un atto di accusa al governo italiano, ma mi è sembrato un po' assente. La vicenda in cui è stata coinvolta Emergency in questi ultimi giorni mi ha ricordato quanto è accaduto a Antonio Russo, il giornalista di Radio Radicale, ucciso per testimoniare quando stava accadendo in Cecenia. Mi sono sempre chiesta perché in Italia ci sono alcun personaggi che sono considerati più eroi rispetto ad altri che fanno le stesse identiche cose. Anche in questa storia mi sarei aspettata maggiore partecipazione da parte dell'opinione pubblica e delle istituzioni.

Non conosco Gino Strada personalmente, ma ho grande stima, rispetto e affetto per lui. Per lungo tempo ho lavorato nel campo dei diritti umani e la mia attività in qualche modo si è incrociata con quella di Emergency. Sono totalmente d'accordo con Strada quando afferma che in Afghaniistan sono testimoni scomodi”.

 

Benedetta Guerriero

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