12/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Conferme e smentite. Il portavoce del governatore di Helmand a PeaceReporter: "Mai detto che i tre italiani hanno confessato". Sul loro rilascio: "Le indagini continuano, sono in mano ai servizi segreti"

Signor Ahmadi, parlando con i media internazionali, lei e il governatore Gulab Mangal avete accusato i tre italiani di Emergency non solo di essere coinvolti in un complotto per uccidere il governatore e per fare attentati suicidi a Lashkargah, ma anche di aver ucciso Ajmal Naqshbandi nel 2007 e di aver deliberatamente amputato e ucciso decine di soldati afgani ricoverati nell'ospedale di Emergency.
Conferma queste accuse?

Confermo che abbiamo trovato le armi nel magazzino dell'ospedale. Invece non c'è alcun legame con la morte di Ajmal Naqshbandi: i tre italiani non c'entrano nulla. Lo stesso vale per la storia dei soldati afgani uccisi: l'ospedale è per curare la gente, mica per ucciderla!

Ieri lei ha dichiarato al Times di Londra che i tre italiani avevano confessato. Poi però ha detto che il giornalista inglese ha male interpretato le sue parole. Ma adesso lo stesso giornalista conferma quanto ha scritto. Come stanno veramente le cose?
Ribadisco che non ho mai detto al Times di Londra che i tre italiani e i sei afgani hanno confessato.

I tre italiani che sono interrogati nella sede della National Security a Lashkargah verranno rilasciati allo scadere del termine legale di 72 ore?
Non lo so, le indagini sono ancora in corso.

Verranno allora trasferiti a Kabul?
Per ora tutti i nove arrestati sono qui in Helmand. Non so se verranno trasferiti. Questo dipende dai servizi segreti afgani che stanno conducendo le indagini.

E i cinque dipendenti internazionali di Emergency, quattro italiane e un indiano, rimasti Lashkargah? Ci risulta che non siano liberi di uscire di casa né di lasciare la città?
Sono liberi e stanno continuando a lavorare in ospedale, perché noi abbiamo bisogno che l'ospedale sia operativo.

Com'è ora la situazione nell'ospedale? E' occupato dalla polizia? E' gestito dal governo afgano? Le ammissioni di pazienti sono aperte?
La presenza degli agenti di polizia è necessaria per garantire la sicurezza dell'ospedale, visto che alcune delle guardie di Emergency sono state arrestate.

Quale sarà il futuro dell'ospedale? Avete intenzione di chiuderlo?
Questa è una cosa che dovrà essere decisa dal governatore e dal governo di Kabul. Ma io, personalmente, ritengo che l'ospedale debba rimanere in funzione.

E quale sarà il futuro della presenza di Emergency in Helmand?
Anche qui, dovrà decidere il governo.

Ieri abbiamo visto le proteste a Lashkargah contro Emergency. Ma com'è possibile che la gente del posto, che sa bene quanto l'ospedale italiano sia importante per la comunità, ne chieda la chiusura?
E' stata una protesta spontanea. Il governo non c'entra nulla.

Molti qui in Italia dicono che il governo afgano e ISAF giudicano scomoda la presenza di Emergency in Helmand a causa della sua neutralità, e che tutta questa storia è stata montata per cacciare Emergency dall'Afghanistan. Cosa ne pensa?
Nessuno ce l'ha con l'associazione di Emergency: il problema riguarda solo il loro personale arrestato.

Enrico Piovesana

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