Apre a Brescia Esposizione di Pace, un momento di riflessione sulla cultura delle armi
Scritto per noi da
Valerio Gardoni
“Da se stesse le armi tentano gli uomini” scriveva il poeta Omero
nell’Odissea narrando di un mondo già allora insanguinato dalle guerre
si interrogava il grande cantore dei poemi immortali sulla violenza che
sembra parte indissolubile del lembo più scuro e cupo dell’animo umano.
L’uomo pare trascinarsi, come fosse una maledizione perenne, l’istinto
alla violenza. Ha saputo soggiogare tutte le forze che lo circondano,
piegare la natura, ma non sa piegare il “Caino” rimasto dentro di lui;
ce lo insegnavano al catechismo per giustificare la violenza, la
guerra: Abele era morto, noi siamo tutti figli di Caino.
Sono passati pochi giorni, una manciata di ore, da quando mezzo mondo
si è inginocchiato dinnanzi alla figura del Papa, uomo che con la sua
vita ha disegnato un sentiero da seguire, che ha gridato “pace” anche
quando la voce gli è venuta meno. Il mondo si è fermato per un giorno a
rendergli omaggio, poi, la mattina dopo, tutti sono tornati alla
routine quotidiana: la gente comune al lavoro, gli studenti alle
scuole, le mamme ai figli, i potenti a governare e a fare le guerre, i
soldati a sparare e gli innocenti a morire…
Apre, a cavallo del fine settimana, al pubblico EXA, “la fiera” delle
armi a Brescia, una vetrina di armi sportive, da caccia e leggere
da “guerra”, quest’ultime definite da Kofi Annam, segretario generale
dell’ONU, armi di distruzione di massa. Certo è “solo” un’esposizione,
lì non ci si spara; una fiera come tutte le altre con una fila di
venditori di zucchero filato e dolci prima dell’ingresso, una serie di
padiglioni di fresca costruzione disposti con garbata logica
architettonica, servizi di ristorazione e bar… Tutto è in vendita,
anche la “cultura” delle armi, il modo più incisivo per ledere alla
vita, per diffondere l’uso della violenza e della repressione,
naturalmente aperto a tutti, senza discriminazioni: anche ai bambini
!...
Una lista infinita di movimenti, organizzazioni umanitarie, gruppi
missionari, scout, scuole e semplici cittadini si sono uniti per
promuovere ExPa Esposizione di Pace in piazza della Loggia a
Brescia, negli stessi giorni il 15/16/17 aprile 2005, per cercare un
momento di riflessione sulla cultura delle armi, per dare voce a tutte
le realtà "in movimento" verso la pace e un mondo migliore.
A ExPa mostreranno, dimostreranno, esporranno le istanze di pace,
indicheranno quale mondo desiderano. Un mondo già in costruzione fatto
di scelte, di relazioni tra uomini e donne basate sull’equità , la
giustizia, la solidarietà, la pace, possibili già oggi per ognuno e
ognuna di noi.
A ExPa illustreranno a tutta la cittadinanza le proposte nel campo
della produzione, del consumo, della finanza etica, nell'uso delle
risorse energetiche, nel rapporto con l’ambiente. In particolare
mostreranno l’impegno degli autentici operatori di Pace: persone
disarmate che lavorano per la costruzione del dialogo e lo scambio
fecondo tra popoli e culture differenti, persone che hanno
diretta esperienza degli effetti devastanti che le armi producono sulle
popolazioni e sulle società.
A ExPa vogliono rilanciare con forza la prospettiva della costruzione
di un mondo di pace e la scelta del disarmo. Numerosi gruppi,
associazioni e cittadini da anni chiedono, senza avere risposta,
la modifica del Regolamento di Exa per escludere dalla mostra le armi
usate nelle guerre. La stessa delibera, adottata dal Consiglio Comunale
di Brescia, che chiedeva di esporre separatamente le armi sportive
dalle armi da guerra, non ha avuto seguito.
Brescia e provincia sono il simbolo della produzione armiera leggera
italiana, l’80% di tutta la produzione nazionale; non solo, si
costruiscono anche armi pesanti e si producevano mine antiuomo sino a
quando, a “furor di marce e manifestazioni per il disarmo”, si è
riusciti a riconvertire le fabbriche.
Sul territorio bresciano, inoltre, vi è l'inquietante presenza, presso
la base aerea militare di Ghedi, di testate nucleari. Tali ordigni, di
"proprietà” statunitense, incostituzionalmente custoditi dal comando
italiano, oltre a renderci pericolosi bersagli, possono essere usate da
entrambi gli eserciti contro stati e popoli in virtù della nuova e
devastante dottrina della guerra preventiva.
Sono numerose le iniziative culturali nel programma di ExPa; partecipare è un
segno di pace.