Nelle campagne a sud di Calcutta, capitale dello stato del
Bengala occidentale, lungo le strade di terra battuta che sfumano dal rosso
all’ocra, si incontrano le scuole di bambù e le piccole cliniche del dottor
Sujit Mandal, fondatore nel 1990 dell’
Institute for Indian Mother and Child (Istituto
per le mamme e i bambini indiani, Iimc) ed ex allievo di Madre Teresa. La luce
filtra
dentro le aule-capanne illuminando i volti dei bambini. Fuori, nel cortile, un
gruppo di donne in
sari discute con
alcuni volontari. Madri e figli sono i destinatari e l’anima del
Calcutta Village Project, ideato dal
medico nei primi anni Novanta e che consiste in diverse attività di sviluppo:
assistenza
ed educazione sanitaria, istruzione,
microcredito e costruzione di pozzi per i
più poveri. Tra loro, infatti, ci sono anche i cosiddetti ‘intoccabili’, ovvero
gli esclusi dal sistema delle caste. “Il Mahatma Ghandi - dice Mandal - li chiamava
‘horizon’. E’ un’immagine di speranza per indicare chi si trova all’ultimo
gradino della scala sociale, laddove finiscono gli agglomerati urbani e la
ricchezza e iniziano le campagne remote. Noi ci occupiamo di queste persone,
perché – come insegnava il Mahatma - i poveri rappresentano il futuro dell’India”.
Abbiamo incontrato Mandal a Milano, il primo appuntamento di
un viaggio organizzato per promuovere i programmi umanitari della sua
organizzazione. Ha 47 anni, ma il suo sguardo è limpido e diretto come quello
di un ragazzo. Nato in Bangladesh, si trasferì a Calcutta per frequentare
l’università di medicina. Dopo la laurea, Madre Teresa gli affidò la direzione
della “Casa dei poveri”, l’ospizio da lei creato. Ma il giovane Sujit aveva già
chiari in mente i suoi obiettivi e dopo due anni lasciò la Casa per fondare una
sua associazione nelle campagne dove non arrivava alcun aiuto. In una vecchia
stalla abbandonata installò la sua prima clinica, un ambulatorio essenziale
dove curava circa venti bambini al
giorno. Oggi, grazie al sostegno di diverse organizzazioni internazionali (tra
cui in Italia
l’Associazione progetto Calcutta onlus -
vai all'intervista), l’Iimc ha 300
collaboratori, in gran parte volontari e assiste 5mila bambini al mese. Altri
1800 ragazzi sono stati adottati a distanza e in questo modo sono stati trovati
i mezzi per permettere loro di frequentare la scuola. Fino ad oggi, poi, 2.200
donne
hanno ricevuto microcrediti per sviluppare piccole attività imprenditoriali. In
un’India avviata a diventare il secondo colosso economico asiatico dopo la
Cina, la povertà sfiora ancora l’80 per cento della popolazione. Una
contraddizione che ha bisogno di risposte immediate. Ecco il pensiero del
coraggioso medico indiano.