13/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



I diritti violati non fanno notizia. Ma rendono molto
Bandiere davanti alla sede dell'Assemblea Nazionale del PopoloIn Italia il dibattito sulla Cina si limita nelle ultime settimane alla questione economica: dazi sì, dazi no. La Cina è vicina perchè minaccia o danneggia il nostro tessuto economico. Fa concorrenza e stronca le nostre piccole imprese, al nord come al sud. I prezzi dei prodotti di Pechino sono per le imprese italiane impossibili da garantire.

Ma soprattutto la Cina è nel mondo uno dei campioni della violazione dei diritti umani. Questione che raramente fa notizia in sé. Più spesso viene indicata come uno dei motivi per i quali il Paese realizzi performance economiche strabilianti: “Per forza riescono a tenere bassi i prezzi, si sente dire a illustri economisti, sfruttano la mano d'opera, loro possono”. Quasi che s'invochi anche per i lavoratori occidentali lo stesso trattamento. Tanto che qualcuno arriva anche a pensare ad un'abrogazione dell'embargo sulla vendita di armi alla repubblica popolare, proprio mentre questa approva una legge che minaccia una guerra contro Taiwan.

Soccorsi in una miniera cineseIntanto però la Cina è un paese in cui non esiste un sindacato degno di questo nome, non esistono organizzazioni che difendano i diritti umani.La libertà religiosa non è garantita. I dissidenti vengono incarcerati, quando non uccisi. La popolazione delle campagne vive in condizioni di totale miseria mentre pochi fortunati cittadini si arricchiscono. E' di oggi la statistica che vede il paese al vertice della classifica delle morti in miniera (1.113 solo dall'inizio dell'anno). Internet è controllato e censurato dal regime. Ugualmente Pechino si fa beffe del protocollo di Kyoto e considera un intralcio la tutela dell'ambiente.

Di fatto la popolazione cinese è semplicemente lo strumento nelle mani dei suoi governanti che ambiscono ad uno sviluppo sfrenato a scapito della natura. Che questo abbia una ricaduta positiva sull'economia nel breve periodo può anche essere. Ma la questione dei diritti non può, in Cina né altrove, essere considerata secondaria. Né materia per anime belle e utopisti senza se e senza ma. Ne prendano nota anche gli economisti
 

Marco Formigoni

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