06/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Alla vigilia dei Mondiali di calcio, il Sudafrica deve ancora confrontarsi con il suo passato. A sedici anni dalla fine della segregazione razziale, la convivenza tra bianchi e neri è sempre difficile

L'uccisione del leader dell'estrema destra Eugène Terre'Blanche sembra aver rievocato i tempi della contrapposizione razziale in Sudafrica, tempi che forse in realtà non sono mai stati superati del tutto. L'assassinio è stato compiuto sabato scorso da due dipendenti di Terre'Blanche che reclamavano gli stipendi degli ultimi tre mesi. Pur non avendo una matrice politica, l'omicidio ha comunque scatenato polemiche e riacceso le tensioni tra la maggioranza nera e la minoranza bianca. Terre'Blanche era il leader dell'Afrikaner Weerstandsbeweging (Awb), il movimento di resistenza afrikaner, ma dopo la sua morte altri partiti di estrema destra hanno espresso la loro preoccupazione per il clima politico sudafricano, minacciando anche vendette e rappresaglie. Pieter Groenewald, deputato del Freedom Front Plus, per esempio ha subito attribuito all'African National Congress (Anc) la responsabilità - indiretta - di quanto accaduto. Secondo Groenewald, i due giovani dipendenti neri di Terre'Blanche sarebbero stati suggestionati dalle parole di Julius Malema, leader dei giovani dell'Anc, il quale ha più volte cantato in pubblico, anche durante la recente visita in Zimbabwe, una vecchia canzone di lotta anti-apartheid. La canzone contiene un verso incriminato: "Shoot the Boer", colpisci il boero, uccidi il boero.

L'Anc respinge sdegnatamente le accuse, mentre il presidente Jacob Zuma prova a riportare la calma, o perlomeno chiede a tutti i partiti di spegnere sul nascere le polemiche e le violenze. In un primo momento, il segretario generale dell'Awb, Andre Visagie, ha minacciato la vendetta del suo gruppo e dei bianchi sudafricani, in risposta a quella che considera una "dichiarazione di guerra", lanciando anche sibillini avvertimenti alle nazionali di calcio straniere che tra due mesi saranno protagoniste dei Mondiali sudafricani. L'evento è naturalmente al centro dell'interesse e della preoccupazione del governo e di tutto il Sudafrica. Per questo motivo, il ministro della Polizia, Nathi Mthethwa, si è affrettato a ribadire che sono state messe in atto tutte le misure di sicurezza per garantire un'efficace lotta al crimine. L'Awb tuttavia non sembra parlare con una voce sola. Il portavoce del movimento, Pieter Steyn, ha smentito che l'Awb farà ricorso alla violenza, né sarà deciso nulla in questo senso nel prossimo meeting ufficiale del primo maggio. In quella occasione, si dovrebbe scegliere anche il nuovo leader dell'Awb, ma a sorpresa è stata annunciata questo pomeriggio, davanti alla fattoria di Terre'Blanche, la designazione di Steyn van Ronge. Già il giorno dopo la morte di Terre'Blanche, l'Awb ha dichiarato che sono pervenute tremila nuove richieste di adesione al partito. Il sito ufficiale del movimento, disponibile persino in italiano, è fermo tuttavia al giugno 2008, dunque non fornisce notizie o aggiornamenti sulla vicenda.

Subito dopo l'uccisione, i due dipendenti di Terre'Blanche, un 28enne e un 15enne, sono stati arrestati e processati per direttissima. Proprio poche ore fa si è aperta l'udienza, in un clima di grande tensione, con tafferugli tra i dimostranti bianchi di estrema destra e la popolazione nera di Ventersdorp. Tra bandiere filonaziste dell'Awb e slogan razzisti, centinaia di manifestanti pro-apartheid hanno protestato all'esterno del tribunale. La tensione è salita quando è uscito dal tribunale, scortato dalla polizia, uno dei due ragazzi, presumibilmente il minorenne. A quel punto si sono levate grida a favore dei due accusati: "Sono i nostri eroi, ci hanno resi orgogliosi". Razzismo reciproco.

La "nazione-arcobaleno" rischia dunque di piombare in una delle più profonde crisi sociali e razziali dal 1994 ad oggi. Dopo la fine dell'apartheid, la fragile tregua tra la minoranza bianca e la maggioranza nera ha attraversato periodi difficili, ma l'uccisione del leader boero potrebbe causare disordini e violenze proprio alla vigilia dell'evento sportivo che dovrebbe proiettare definitivamente il Sudafrica in una felice fase post-apartheid. L'immagine del paese pacificato e integrato è più che mai offuscata oggi dal riemergere dei vecchi fantasmi del razzismo e della segregazione.

Giorgio Caccamo

Parole chiave: sudafrica, Terre'Blanche, apartheid
Categoria: Popoli
Luogo: Sudafrica