31/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il petrolio c'è sotto i mari che bagnano le Malvinas ma apparentemente è di scarsa qualità

Che il petrolio fosse presente sotto la piattaforma continentale su cui posano le Isole Malvinas era da tempo un dato conosciuto. Oggi, dopo alcune settimane di approfondite ricerche la compagnia britannica Desire Petroleum può dire come stanno effettivamente le cose.
Nulla di ufficiale, s'intente. I date reali, infatti verranno resi pubblici fra qualche settimana. Nel frattempo, però, si viene a conoscenza che le perforazioni hanno raggiunto una profondità pari a 3,5 chilometri e che più o meno duecento metri prima ci sarebbero alcune sacche contenenti gas la cui qualità dovrà essere analizzata. Dunque, la prossima settimana, quando le analisi avranno dato i risultati richiesti, la Desire Petroleum li diffonderà dopo una conferenza stampa.

"Fino a quando le operazioni non saranno completate e i risultati analizzati non sarà possibile analizzare la grandezza delle riserve di idrocarburi e se sarà necessario perforare più in profondità oppure sospendere le perforazioni" dicono i responsabili della compagnia petrolifera.
Nel frattempo, battaglie politiche e polemiche non si fermano. Da Buenos Aires la presidente Cristina Fernandez de Kirchner non si arrende e fa sapere che proseguirà il suo cammino "dando battaglia" sul tema delle Malvinas. Più volte la presidente ha fatto sapere di auspicare un dialogo con Londra sulla sovranità delle isole. La stessa linea portata avanti nell'ultimo periodo dalle Nazioni Unite.

"La battaglia sarà molto lunga ma non accadrà come in passato che si arriverà alla forza. Al contrario una profonda battaglia diplomatica culturale e politica, in tutti i luoghi stabiliti dalla legge, con tutti gli strumenti a disposizione del diritto internazionale e nazionale in difesa del nostro patrimonio" ha detto la Kirchner
Probabilmente i desideri della presidenza argentina non potranno mai essere assecondati. Le rivendicazioni dell'amministrazione argentina, infatti, sembrano non aver toccato nemmeno di striscio i britannici che mai e poi mai rinunceranno alla sovranità sulle Malvinas (per loro Falklands). E rifiutano in modo categorico le accuse che rivolge Buenos Aires secondo cui Londra manterrebbe un regime coloniale nell'isola.
"Lo reclameremo cento, mille volte. E' diritto degli argentini di difendere e reclamare per ciò che è nostro. Pretendere la sovranità a 14 mila chilometri di distanza. Tutto questo è inspiegabile. Per queste ragioni prenderemo tutte le misure necessarie all'interno delle leggi di diritto internazionale per fare valere i nostri diritti e fare ciò che le Nazioni Unite hanno chiesto: Argentina e Gran Bretagna seduti a un tavolo per discutere sulla sovranità delle isole" ha concluso la presidente argentina.

Parole chiave: greggio, crudo, malvinas, falkland
Categoria: Diritti, Politica, Popoli, Economia
Luogo: Argentina