stampa
invia
Ieri, 30 marzo, al processo contro gli agenti di polizia accusati dell'assassinio di Alexandros Grigoropoulos, ha deposto Vanghelis Zervas, testimone oculare dei fatti del 6 dicembre 2008. Stando alla testimonianza, l'agente Epaminondas Korkoneas ‘'tirò fuori la pistola, tese le mani quasi in linea retta e puntò direttamente alla vittima'', aggiungendo che l'attacco preceduto contro le guardie speciali sotto accusa, Korkoneas e Saraliotis, era stato solo verbale e non sufficiente a giustificare l'uso di un'arma da fuoco. ‘'Subito dopo i due spari, ho visto gli agenti allontanarsi con calma, i tratti del loro viso erano rilassati''.
All'udienza ha anche deposto il testimone minorenne presente nel momento in cui il giovane Alexandros cadde colpito a morte, confermando, in primo luogo, le conclusioni dell'autopsia, circa il punto esatto in cui avvenne l'omicidio. Stando alla testimonianza del ragazzo, la compagnia di Alexandros ebbe uno scontro verbale con i due agenti accusati, che si trovavano nel punto a piedi ma non avvisarono dell'imminente uso dell'arma. Il testimone ha aggiunto di essere accorso nel punto dove cadde Grigoropoulos, insieme ad un amico lo tirarono in disparte, ‘'mentre era ancora vivo e cercava di respirare; gli ho tirato su la maglia e ho visto la sua ferita''. Il giovane testimone a questo punto è scoppiato in lacrime e il tribunale ha dovuto interrompere l'udienza per permettere al ragazzo di ritrovare la calma.
Gli avvocati della famiglia della giovane vittima hanno definito la testimonianza ‘'una lezione di responsabilità civile e verità, dal momento che è in completa armonia con le testimonianze precedenti e la ricostruzione dei fatti che ne è derivata'', per aggiungere che se la vicenda non avesse ricevuto l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media, ‘'avremmo un'altra vittima imprudentemente trovatasi sulla traiettoria della pallottola''. L'avvocato Nikos Constantopoulos ha anche chiesto che la difesa cessi di accusare la madre della vittima di creare testimoni e testimonianze. La difesa, indifferente, si è chiesta, allora, ‘'perché il testimone non spiega il motivo per cui quattordicenni e quindicenni si ritrovano nel quartiere di Exarchia e, quando appare un poliziotto, gli chiedono di allontanarsi''.
Mercoledì 7 aprile, sarà il turno della testimonianza dell'amico, anch'egli minorenne, di Alexandros che, quella sera, era in compagnia della vittima.
Margherita Dean