29/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista ad Andrei Mironov, attivista dell'organizzazione per i diritti umani Memorial

Andrei Mironov e' membro dell'organizzazione per i diritti umani Memorial. Per anni ha combattuto per denunciare violenze e abusi da parte dell'esercito e dei servizi segreti russi in un Caucaso che non sembra trovare pace.

Andrei MironovAndrei, una settimana fa in Cecenia venivano uccisi sette militanti islamici. Allora scrivevamo che la ribellione continua sotto la superficie, riversandosi nelle repubbliche confinanti e perfino in territorio russo. La matrice di quest'ultimo attentato e' chiara...

Bisogna aspettare le indagini, ma che si tratti di un atto terroristico legato alla questione caucasica e' altamente probabile. In autunno sono stato in quella regione per tre volte, e ogni volta ho pensato che presto o tardi il terrorismo ne avrebbe nuovamente varcato i confini, come del resto e' gia' accaduto in passato. La violenza contro gli innocenti chiama violenza contro altri innocenti. Non sono molto selettivi, ne' una parte ne' l'altra. Questo accresce l'odio, il terrore, in un circolo vizioso. Sicuramente questi attentati saranno sfruttati da chi in Russia ha da sempre attuato la strategia della tensione. Il futuro non promette niente di buono.

Pensi che si intensificheranno le operazioni militari nel Caucaso del Nord, o ci sara' una stretta sulle liberta' e sui diritti anche in Russia?

Dobbiamo ricordare che dopo Beslan Putin ha abolito l'elezione dei governatori regionali e applicato alcune restrizioni alle liberta' politiche Questo sara' un buon pretesto per misure piu' politiche che militari. Il terrorismo aiuta l'autoritarismo, sempre. Specialmente nei sistemi politici come il nostro.

Se l'attentato alla metro di Lubyanka puo' essere simbolico perche' e' vicino all'Fsb, i servizi segreti, a Park Culturi c'e' qualche obiettivo cosiddetto 'sensibile'?

A Park Culturi non c'e' nulla, io credo che anche a Lubyanka sia stato 'casuale', nel senso che l'obiettivo era uno solo: colpire vittime innocenti. Sai, i responsabili delle violazioni dei diritti umani in Caucaso non usano mai la metropolitana. Lo ripeto, il terrorismo cieco non genera che odio. Qui prevalgono gli istinti, le emozioni. Non la logica.

Com'e' la situazione in Caucaso?

La violenza sta aumentando. Ultimamente ho visitato una famiglia di un ingegnere dell'aeroporto di Nazran, in Inguscezia. Ufficialmente, l'ingegnere, che era addetto al controllo dei voli per l'Inguscezia, era sotto arresto. Ebbene, qualche giorno dopo la madre e' stata informata che era stato ucciso durante un'operazione militare nelle montagne. Come e' possibile che fosse a fare il terrorista in montagna quando era in prigione? Assurdo. Un esempio per dirti di come vengono tranquillamente uccise persone innocenti. E come queste uccisioni alimentino le reazioni emotive, e possano spingere a imbracciare le armi e a usare violenza contro altri innocenti.

In Occidente Putin ha fornito l'immagine di una Cecenia finalmente pacificata. E' davvero cosi'?

Non e' per niente vero. Come si puo' stabilizzare un Paese con l'oppressione, con la repressione, senza giustizia e diritto? Ci sono uccisioni extragiudiziali, non solo di terroristi, ma di operatori dei diritti umani, come Natalia Estemirova lo scorso anno, di giornalisti, avvocati, di persone innocenti. Su queste basi non si puo' costruire stabilita' o pacificare un Paese. In Cecenia non esiste giustizia, non esiste lo Stato di diritto.

Luca Galassi

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