stampa
invia
Una notizia che nei giorni scorsi è passata inosservata ma che è di sicuro molto importante riguarda la Bolivia e il Banco Interamericano de Desarrollo (Bid).
Evo Morales e il suo governo non dovranno più temere: il Bid ha confermato l'appoggio al credito a La Paz per una somma pari a 200 milioni di dollari annui per i prossimi dieci anni. Una cifra importante che verrà utilizzata per tentare di sradicare in modo definitivo la povertà nel Paese, per lo sviluppo sociale e per la costruzione di infrastrutture. Inoltre, secondo quanto trapela da La Paz, le linee di credito della Bid potranno essere utilizzate da oggi in poi per programmi legati allo sviluppo a lungo termine e non solo a progetti definiti come accaduto fino a oggi.
"Una cosa positiva direi" sostiene Alfredo Somoza presidente dell'Icei. "E' positivo soprattutto perchè il Bid non è legato e non ha gli stessi scopi della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, nonostante le decisioni si prendano a Washington. Soprattutto, e questo è il punto più importante, nel mutato equilibrio politico dell'America latina, significa che la Bolivia che fa parte dell'Alba arriva ad accedere a questo tipo di credito, diventando dal punto di vista politico un paese che fornisce determinate garanzie. Non dimentichiamo, poi, che il Bid è composto dai ministri dell'Economia dei paesi del Continente e che, a differenza di qualche anno fa, lavora in modo differente" dice Somoza.
Secondo il presidente dell'Icei per la Bolivia non sarà un problema restituire le somme ottenute con la linea di credito. "Non dimentichiamo che l'economia boliviana sta andando bene. Il presidente Evo Morales ha fatto un buon lavoro. Ha fatto bene per quanto riguarda la politica sulle risorse del Paese. E' stato energico nelle sue posizioni di difesa delle risorse naturali presenti nel sottosuolo. Si è tutelato e dopo aver fatto pagare il giusto prezzo per il gas boliviano che andava in Brasile e Argentina, che ai tempi delle dittature avevano strappato prezzi di favore, ha promesso e mantenuto una politica di nazionalizzazione. Quando si è capito che il Paese aveva al suo interno il 50 percento delle riserve mondiali di Litio, una delle risorse del futuro per quanto riguarda la riconversione dei motori, ha nazionalizzato anche quello. Insomma, con queste misure ha vietato anche per il futuro la possibilità di dare a terzi quel bene e ha nazionalizzato. La dimostrazione arriva proprio dall'economia boliviana che negli ultimi anni è stata molto positiva. Ha esportato prodotti agricoli in oriente e materie prime in tutto il continente. Parte fondamentale, poi, l'ha avuta la rivalutazione del prezzo di esportazione del gas. Per un paese piuttosto grande come la Bolivia ma con una densità di popolazione bassa è bastato farsi pagare quel che valevano le risorse e i guadagni gestirli in modo onesto per far ripartire alla grande l'economia. Le riforme di Morales sono piaciute anche alla classe media tanto che è stata protagonista della rielezione dello stesso Morales" conclude Somoza.
Alessandro Grandi