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Scritto per noi da
Alessandro Ingaria
In Zambia circa il 20 percento della popolazione è sieropositivo. Ogni volta che nasce un bambino da una madre sieropositiva, è necessario eseguire un test Hiv per stabilire se il piccolo è a sua volta portatore del virus.
Nei centri di salute delle zone rurali i campioni di sangue vengono inviati nell'ospedale di riferimento della regione per lo svolgimento delle analisi. I risultati a loro volta ritornano al centro rurale. Un processo che richiede fino a dieci settimane di tempo. Giorni che, per il neonato sieropositivo, sono fondamentali per l'efficacia del trattamento antiretrovirale. E' infatti necessario che le cure abbiano inizio appena possibile e nelle primissime ore di vita dell'infante.
Per risolvere questo problema il ministero della salute ha introdotto un progetto pilota di invio dei risultati dei test Hiv tramite sms (short messaging service) in un tempo compreso tra i tre e i cinque giorni.
I campioni di sangue dei neonati vengono inviati da uno dei centri rurali di salute selezionati per il progetto, tramite corriere, all'ospedale Arthur Davison di Ndola, il principale istituto della regione di Copperbelt. Da questo i risultati vengono ritrasmessi al mittente in forma di sms e ricevuti da un medico, che comunicherà immediatamente la diagnosi ai genitori del bambino, al fine di poter metter in atto le cure antiretrovirali.
Victor Mukonka, direttore del dipartimento della salute del ministero della sanità, si dichiara ottimista che il programma, implementato a livello nazionale, possa ridurre la mortalità infantile fino al 50 percento. Mukonka ritiene che il ritardo nella somministrazione degli antiretrovirali nei bambini sino ai 18 mesi di età, contribuisca all'alto tasso di mortalità infantile della nazione. Il progetto sms è partito nel gennaio 2010 in dieci centri sanitari rurali e durerà sei mesi, trascorsi i quali verrà deciso se estenderlo al resto del Paese.