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Continuano gli sforzi del Senegal per chiudere i conti con il passato coloniale. Il presidente Abdoulaye Wade e le autorità senegalesi, in occasione dell'anniversario dei 50 anni di indipendenza, stanno mettendo a punto tutta una serie di iniziative per archiviare definitivamente il colonialismo e voltare pagina. L'ultima proposta riguarda un progetto di legge che è stato adottato all'unanimità dai parlamentari del Paese, riuniti in seduta plenaria. La schiavitù e la tratta delle persone di colore sono finalmente considerati come crimini contro l'umanità. E' la prima volta, afferma la stampa locale, che un Paese africano, ex colonia francese, prende una simile disposizione legislativa. Un traguardo atteso da molto tempo.
El Hadj Amadou Sall, ministro della Giustizia senegalese e uno dei principali ideatori della norma, ha ricordato come la schiavitù e la tratta di esseri umani a partire dal 1500 abbiano trasformato l'ordine economico mondiale e imposto una modifica dell'equilibro geo-politico del pianeta. Prima i mercanti europei e poi quelli americani per anni si sono serviti dell'Africa come di un'inesauribile fonte di uomini e materie prime da cui attingere senza alcun ritegno. Trasportati come bestie, gli schiavi neri venivano poi sottoposti a ogni tipo di sfruttamento nelle piantagioni sudamericane o nelle case dei padroni bianchi. Una manodopera senza diritto. Proprio per questo motivo il ministro della Giustizia ha insistito anche sull'importanza del ricordo e della memoria del passato per non dimenticare ciò che è stato. “Il dovere della memoria – ha affermato – impone a tutti i popoli dell'Africa e della diaspora di non lasciare cadere nulla nell'oblio del tempo. E' importante che ogni allievo , in ogni classe del mondo, possa apprendere la storia della schiavitù e della tratta dei negrieri. Ogni popolo, ovunque si trovi, deve integrare questa problematica nella storia del suo Paese”. Durante la riunione dei parlamentari è emerso anche il problema delle riparazioni pecuniarie per i danni subiti nel corso dei secoli, ma la questione è stata liquidata in poco tempo, in quanto “incompatibile” con la dignità del popolo senegalese.
Dopo l'annuncio della partenza degli ultimi soldati francesi di stanza nella base di Dakar, il Senegal si conferma come uno dei Paesi più impegnati nel progetto di “Rinascita africana”, molto caro al presidente Wade.
Benedetta Guerriero
Parole chiave: Senegal, schiavitù, indipendenza, tratta di esseri umani