23/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il giudice chiama dieci testimoni. Per Marios queste potrebbero essere le ore che lo separano dal ritorno in libertà

Sono ore di attesa a Atene per la famiglia e gli amici di Marios, il giovane greco istruttore di nuoto fermato e arrestato dalla polizia durante una manifestazione di protesta contro le misure economiche adottate da Papandreu avvenuto il 11 marzo scorso a Atene.
Sono ore di attesa anche per le dieci persone chiamate dal giudice a testimoniare. Avranno una grande responsabilità e saranno loro, probabilmente, l'ago della bilancia della vicenda.
"Allora attualmente Marios è ancora rinchiuso in carcere" dice da Atene al telefono con PeaceReporter, P.L., che segue costantemente la situazione. "Il giudice ha deciso di vedere dieci testimoni. Nessuno di loro è amico o parente o conoscente di Marios. Sono persone informate dettagliatamente sui fatti perché al momento dell'arresto del ragazzo si trovavano nelle immediate vicinanze dei fatti. Fra loro infatti, ci sono negozianti, passanti e aderenti alla manifestazione. Si sono presentati spontaneamente alla polizia fornendo i loro nomi per dire che Marios non c'entra con l'ipotizzato lancio di bombe molotov contro la polizia, motivo per cui è stato arrestato" aggiunge P.L.
"La testimonianza delle dieci persone dovrebbe riuscire a sottolineare quanto sia stato inopportuno, soprattutto in quel contesto dove la tensione era già molto alta, l'arresto di una persona che è totalmente estranea ai fatti. Una persona innocente".

In ogni caso la vicenda dell'arresto di Marios tiene banco da giorni ormai sia in radio che in tv e i giornali non passa giorno che non pubblichino qualche articolo sulla manifestazione e il conseguente arresto. "Siamo stati felici che i media nazionali si siano occupati dell'arresto di Marios e continuino a farlo. Ogni giorno articoli di giornale e programmi tv raccontano la vicenda. Anche programmi molto seguiti e importanti stanno dando risalto a questo brutto gesto repressivo".
La polizia non molla. Tre agenti sostengono ancora oggi di aver visto il giovane istruttore di nuoto lanciare bombe incendiare contro le forze dell'ordine. Ma a questo punto sembra che l'abbiano visto solo loro. "Ovviamente la presenza di tanti testimoni a smentire le parole degli agenti non fa fare bella figura alla polizia. La sua immagine ne risentirebbe parecchio. E poi le testimonianze dei tre agenti fra loro sono anche discordanti..." conclude P.L.

E serpeggia già in città una voce che vorrebbe l'incriminazione dei tre agenti e la conseguente condanna per una testimonianza falsa.
Nel frattempo, Marios continua a tenere duro. Il suo umore come dicono le persone che hanno avuto modo di incontrarlo in carcere è "abbastanza buono, forte del fatto che è consapevole di non aver commesso reati. Però è in carcere e questo non è certo una cosa buona".
Domani è il giorno dei testimoni, dunque. E per Marios potrebbe anche essere il giorno in cui ritornerà libero. Con un'esperienza negativa in più da raccontare. E un occhio nero che non ha ben capito come ha fatto a procurarsi. Potere della repressione.

 

Alessandro Grandi

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