23/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Antanas Mockus, filosofo e matematico ex sindaco di Bogotà, guida oggi un movimento politico incentrato sui giovani e sulla cultura cittadina, consacrato dalle primarie del 14 marzo

scritto da
Sandro Bozzolo

Antanas Mockus, filosofo e matematico ex sindaco di Bogotà, guida oggi un movimento politico incentrato sui giovani e sulla cultura cittadina, consacrato dalle primarie del 14 marzo.
"Per la prima volta sento il desiderio di partecipare attivamente ad un movimiento político, il Verde, con Mockus. Di immergermi le mani di speranza e buone intenzioni..." E come Diana, diecimila, ventimila, cinquantamila. Ottantaquattromilatrecento, ad oggi. Le adesioni su Facebook al progetto visionario di Antanas Mockus ed il suo Partido Verde sono una constante degli ultimi giorni, c'è chi calcola un nuovo iscritto ogni quindici secondi.
Testimonianza di un popolo che vuole, che pretende, un cambio, un vero cambio, di dimensioni epocali. Un popolo di visionari, verrebbe da dire. Ed infatti il Partido Verde, nato come un esperimento sociologico, assomiglia parecchio all'utopia sognata sui banchi di mille accademie umanistiche. L'indiscusso leader, Antanas Mockus, è un matematico e filosofo di origini lituane, ex rettore dell'Universidad Nacional de Bogotà, che dal 1995, eletto sindaco di Bogotà, trasformò una delle città più pericolose del mondo sotto i colpi una vera e propria rivoluzione culturale. Educazione, rispetto per le differenze, lavoro di gruppo, leadership persuasiva, rispetto per le norme (sociali e morali), anti-clientelismo, anti-popolismo, pedagogia creativa, una sfrontata onestà furono le uniche armi di un Sindaco che era (ed è) prima di tutto un ricercatore accademico, e che oggi sogna di trasformare la Colombia.
Il punto di svolta è stato domenica 14 marzo, giorno delle primarie. Il Partido Verde, dimenticato dalla stampa e pressoché sconosciuto nella Provincia, si è presentato alle urne con la formula dei "Tre tenori": Enrique Penalosa e Lucho Garzòn, successori di Mockus al Municipio di Bogotà, si sono contesi con il Professore la leadership del Partido, in una campagna elettorale giocata sul campo di un profondo rispetto. E un milione e mezzo di colombiani, la stragrande maggioranza dei quali, studenti universitari o comunque under-30, ha premiato quella che è in realtà una "grande campagna permanente", come la definisce lo stesso Mockus: l'obiettivo principale è "un grande cambio educativo e culturale che coinvolga tutto il Paese, stanco di violenza più o meno esplicita".
Nell'ultima settimana, complice anche l'inaspettata sconfitta alle urne di Sergio Fajardo, il potenziale favorito nella corsa ai voti d'opinione, un'intera massa di giovani colombiani si è stretta intorno a quello che è diventato "il simbolo della speranza", come lo definisce Miguel F. su Facebook. E proprio sui social network si sta organizzando una futurista campagna elettorale, analizzando le strategie dialettiche di Obama. Il Partido è Verde, e non rientra nell'ottica del Cambio contribuire a riempire il Paese di manifesti elettorali, nel pieno di una corsa alla Presidenza che, oggi come non mai, si gioca sul filo dell'incertezza, con sette candidati in corsa per il primo turno. Ad appoggiare il Professore, un esercito di giovani, che quasi inaspettatamente si riversano in massa in un movimento in cui credono per davvero, disegnando sul web le proposte e le strategie elettorali per trasformare l'utopia in realtà.

Il programma di governo, consultabile alla pagina http://www.partidoverde.org.co/ProgramaGobierno.aspx, parla chiaro: rifiuto a qualsiasi tipo di violenza, coerenza tra fine e metodo (in opposizione al principio del "tutto è lecito"), cultura cittadina ed educazione, eliminazione di ogni forma di discriminazione, inseguimento di un'effettiva uguaglianza. Le strategie per metterlo in pratica non sono specificate, ma con ogni probabilità ricalcano la filosofia creativa di Antanas Mockus, che quando era sindaco di Bogotà appariva per strada travestito da "SuperCittadino" per convincere i cittadini a prendere coscienza delle loro azioni. L'esperimento diede i suoi frutti, ed in soli quattro anni, il tasso di decessi per morte violenta venne ridotto del 40%, potenziando l'educazione e non le forze dell'ordine.
La grande sfida, oggi, è rompere i confini di Bogotà, dove due mandati di Cultura Ciudadana hanno convinto tutti sulla capacità di Mockus di trasformare la teoria in azione. La Colombia è un Paese diviso e fortemente regionalista. Proprio per questo, la nomina del candidato alla Vicepresidenza, prevista per i prossimi giorni, appare strategica per le sorti di un movimento culturale che è pressoché sconosciuto alla massa dei colombiani, bombardati dalla volgare propaganda dei candidati tradizionali, uribisti di mille colori diversi.
La Colombia respira speranza. Provare per credere.

 

 

Categoria: Politica
Luogo: Colombia