18/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente statunitense rilascia un'intervista alla Fox in cui dichiara che occorre proseguire nel processo di pace

Il presidente Usa, Barack Obama, ha dichiarato ieri che i rapporti tra Israele e Usa "non sono in crisi", ma che l'annuncio di 1600 nuove costruzioni previste a Gerusalemme Est "non è stato di aiuto al processo di pace".
"Avevo inviato in modo specifico il vicepresidente, Joe Biden, in Israele per far giungere un messaggio di sostegno e di rassicurazione sulla mia convinzione che la sicurezza di Israele è sacrosanta", ha dichiarato Obama ai microfoni dell'emittente statunitense Fox, riconoscendo però che l'annuncio ha creato disappunto nell'amministrazione statunitense. Sebbene il premier Netanyahu si sia scusato delle proposte di nuovi insediamenti, critiche sono state mosse dal segretario di Stato Clinton, il quale ha chiesto una retromarcia al governo israeliano. Il disappunto statunitense è stato sottolineato inoltre dalla decisione dell'inviato statunitense John Mitchell di non recarsi nella regione come precedentemente previsto. Obama ha comunque ribadito quanto sia importante "creare un'atmosfera di fiducia" tra le due parti, e entrambe "devono ammettere che è nel loro interesse fare progredire il processo di pace".

Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Stati Uniti