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Le forze dell'ordine hanno oggi disperso ad Antananarivo, in Madagascar, dei piccoli gruppi di manifestanti che protestavano contro Andry Rajoelina, l'uomo forte del Paese. Il 17 marzo 2009, esattamente un anno fa, Marc Ravalomanana, l'allora presidente, fu costretto a cedere il potere ai militari e quindi a Rajoelina, ex sindaco della capitale. I dimostranti, divisi in gruppi di dieci persone, hanno cercato di bloccare la circolazione, creando delle barricate di sassi e mattoni nel centro della città. E' stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine che hanno usato i gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.
Le tensioni hanno preso avvio a Antananarivo dopo l'annuncio dell'Unione africana di imporre al Paese delle sanzioni per la mancata attuazione degli Accordi di Maputo e l'incapacità di risolvere la crisi politica nazionale. Ramdane Lamamra, commissario per la pace e la sicurezza dell'Ua, ha affermato che l'ultimatum concesso dall'Unione africana scadeva proprio oggi.
Buona parte dei sostegni economici al Madagascar sono già stati bloccati. Le nuove sanzioni andranno a colpire i singoli esponenti dell'esecutivo, diminuendo le loro possibilità di spostamento all'estero e isolandoli a livello diplomatico. Secondo il parere di molti osservatori sono, comunque, sanzioni troppo deboli per convincere Rajoelina ad attuare dei cambiamenti decisivi nella sua linea politica.