17/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Tredici volontari a giudizio per aver lasciato bottiglie al confine con il Messico: 'inquinavano l'ambiente'

Tredici volontari statunitensi sono stati citati a giudizio per aver lasciato bottiglie piene d'acqua per i migranti assetati al confine con il Messico. L'accusa e' di aver inquinato la riserva naturalistica di Buenos Aires.

L'episodio risale alla scorsa estate, quanto gli attivisti di tre gruppi umanitari, No More Deaths, Tucson Samaritans e Humane Borders hanno deciso di protestare contro una precedente comparizione davanti al tribunale di Tucson ripetendo il gesto: lasciare acqua per i messicani che tentano di attraversare il confine, e che nel farlo spesso muoiono di sete. Inflessibile il custode della riserva: "Non sono venuti per lasciare acqua, ma per protestare. Non avevano nessun permesso". Secondo il reverendo francescano Jerry Zawada, uno dei membri di No More Deaths, i volontari compiono un gesto umanitario che non puo' costituire in nessun modo un reato. "Anzi - sostiene Zawada - quando lasciano le bottiglie, i volontari raccolgono la spazzatura. Abbiamo molta cura dell'ambiente naturale, ma quando c'e' la vita umana di mezzo, la priorita' e cercare di salvarla".

Le tre organizzazioni criticano la durezza delle politiche del governo statunitense contro l'immigrazione illegale. Secondo le stime di No More Deaths ci sono stati oltre sessanta decessi nell'area della riserva di Buenos Aires, a causa del freddo e dell'asprezza del terreno che i migranti cercano di attraversare. No More Deaths sta intrattenendo una serie di negoziati con le autorita' locali per cercare di ottenere un permesso che consentirebbe loro di operare legalmente nella riserva, lasciando bottiglie d'acqua in determinate zone e specificandone l'esatta quantita'. Ma le autorizzazioni sono molto difficili da ottenere, e la misura dei contenitori costituisce una parte rilevante del problema. Le autorita' della riserva chiedono boccioni da venti litri, che inquinano di meno. "Ma - osserva giustamente il reverendo Zawada - come fanno i migranti ad attraversare il confine con un tale peso addosso?".

 

Luca Galassi

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