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Luis Macas, dirigente storico della Conaie, e ora presidente dell'Istituto scientifico di cultura indigena, ha spiegato a Lina Cahuasqui, attivista ecuadoriana che lo ha incontrato per Peacereporter durante il II Congresso della Coordinazione Andina di Organizzazioni Indigene, quali sono le prospettive adesso del movimento indigeno dopo la rottura con il governo. Nonostante i tentativi in extremis del governo di Rafael Correa, infatti, la Conaie, di cui la Ecaurunari di Cholnago è parte integrante, ha annunciato la mobilitazione delle popolazioni native. Da una parte, la poca attenzione all'ambiente e alla uso sostenibile delle risorse naturali e, dall'altra, lo scarso coinvolgimento delle comunità indigene nelle decisioni che riguardano la gestione dei loro territori hanno deteriorato rapporti da sempre comunque in salita. Sarà una mobilitazione progressiva che comporterà la ricerca di alleanze con tutti i movimenti sociali..
"Il movimento indigeno sta totalmente rivedendo il rapporto finora avuto con il governo. Bisogna capire come riscattare la nostra agenda, i nostri propositi di lotta, ora che il governo ha deciso di rifiutarli", spiega Macas. "Ci siamo resi conto che il governo non ha avuto volontà né intenzione politica non solo di dialogare, ma di capire, di incorporare e fare sue le nostre proposte, che sono in difesa di tutto l'Ecuador. Abbiamo realizzato che esistono due agende, quella del popolo e dei movimenti sociali, e quella che il governo sta mettendo in pratica. Ecco, le due non hanno niente a che spartire. Sono totalmente incompatibili".
L'agenda del governo di Rafael Correa, secondo il movimento indigeno, è la medesima agenda di tutti gli altri governi del passato: "Non c'è che un ricambio in coloro che dirigono il paese. Tutto qua. Diciamo che attualmente in Ecuador c'è una destra sfollata e una che dirige. Non abbiamo ormai più dubbi: questo governo ha dimostrato che non si differenzia in niente da quelli precedenti. Politicamente e ideologicamente. Ora è emerso che è un governo che sta portando avanti il medesimo modello di sempre. Il neoliberalismo è in crisi, ma il nostro paese vi è immerso fino al collo. Il governo ha come proposta lo sfruttamento attraverso l'estrazione delle risorse naturali e questo lo pone sulla medesima linea dei suoi predecessori. Non c'è nessuna possibilità che si possa sperare, con questa dirigenza, in un vero cambio".
È assolutamente necessario che il movimento indigeno e i movimenti sociali mettano in atto quanto deciso nell'assemblea Conaie di fine febbraio e Macas lo riassume così: "Costruire il parlamento plurinazionale dei popoli dell'Ecuador. Deve essere la priorità per noi. Sia il movimento dei nativi che i movimenti sociali hanno agende ben precise, quello che urge è farle confluire in modo da forgiare una proposta corale, globale, di tutti i settori. Solo così il governo arriverà a doversi confrontare con un fronte comune dal quale non avrà scampo.
Lottiamo da sempre. Il popolo ecuadoriano ha lottato nelle piazze, nelle strada, nei vicoli per arrestare il neoliberalismo. Questa volta dobbiamo riuscire a fermarlo una volta per tutte, perché la situazione non si aggravi ancora".
Aspra è la critica a Correa: "Il governo, e lo sappiamo, ha un deficit di 4mila milioni di dollari che stanno tentando di coprire facendo la corte al Fmi, rientrando nella Banca Mondiale e nel Banco interamericano di sviluppo. In poche parole, stanno per indebitarci di nuovo. Prima che accada, prima che le imprese del petrolio siano di nuovo libere di rubare le risorse del nostro territorio, prima che le imprese minerarie sfruttino senza freni la nostra terra, credo che si debba agire. Dobbiamo cercare le strategie d'alleanza per costruire questo parlamento che è assolutamente necessario e fermare una volta per tutte questa pretesa che il governo ha, non solo contro noi indigeni, perché quando si parla del petrolio e delle miniere si va a toccare l'interesse e il futuro dell'intero paese".
Il proposito è unico e chiaro: "Dobbiamo prendere tutte le differenze, tutti i punti di vista e farne tesoro in modo da raggiungere un punto comune per la lotta generale. Bisogna pensareci, rifletterci, e muoversi in fretta, perché il tempo passa".
Stella Spinelli