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Scritto da
Simone Bruno
A tre giorni dalle elezioni parlamentari in Colombia, i risultati finali ancora non sono noti e questo ha generato un nuovo scandalo di appalti e sub appalti, funzionari ubriachi, nonostante la ley seca lo proibisca, pericoli di brogli e complotti.
Con il conteggio paralizzato al 93% dei seggi, il grande vincitore delle elezioni sembra comunque la coalizione del Presidente. La somma di senatori dei due principali partiti di governo, la U e conservatori, è passata da 38 a 50 seggi.
La situazione di questi due partiti è però particolare. Quattro anni fa la U aveva eletto 20 senatori e i conservatori 18, poi, durante la legislatura sono arrivati rispettivamente a 31 e 23, grazie a una riforma che ha permesso agli eletti di cambiare partito, permettendo ai senatori di cambio radical e altri, di unirsi ai partiti che appoggiavano un terzo mandato di Uribe.
Il paradosso è che, dietro una schiacciante vittoria, la realtà è che Uribe perde 12 seggi rispetto alle elezioni di quattro anni fa, quando i seggi dei senatori che lo appoggiavano erano ben 70. In quell'epoca era infatti difficile trovare partiti di opposizione.
Per quanto riguarda la consultazione interna del partito conservatore per scegliere il candidato del partito tra l'ex ministro dell'agricoltura Felipe Arias, che ha già alle spalle un paio di scandali importanti e la trasformista Noemi Sanin, i risultati si sapranno solo tra qualche giorno. La differenza sembra comunque essere di poche centinaia di voti. La campagna dei due candidati è stata così violenta che molti analisti si sono spinti a parlare di una possibile divisione del partito. L'ex ministro si è anche dichiarato disposto a stringere un'alleanza con Juan Manuel Santos candidato della U, ossia vincere le primarie per poi rinunciare alla candidatura, mentre Sanin, le cui le alleanze sono ancora da definire, non ha molta simpatia per Juan Manuel.
Esiste un terzo partito uribista, il PIN che ha raggiunto un sorprendente 8,15% dei voti.
Il PIN non esisteva nel 2006, è la somma di tre partiti spazzati via dallo scandalo della para-politica (Colombia Viva, Colombia Democrática e Convergencia Ciudadana), questi tre partiti avevano ottenuto 12 seggi al senato, mentre il PIN sembra che se ne aggiudicherà otto, divenendo la quarta forza nel paese, o quinta dato che, con quasi un milione e mezzo di voti, al quarto posto si piazza il voto nullo, dovuto probabilmente alla astrusità delle schede elettorali. I tre ex partiti contavano su 67 candidati indagati, processati o condannati per para-politica che erano l'espressione delle mafie paramilitari e le cose non sono cambiate.
Sarà interessante vedere se i candidati uribisti accetteranno questi voti nei loro ranghi pur di vincere, come per l'appunto fece l'attuale presidente.
Uno studio dell'analista Pedro Medellin, del Toledo Center ha individuato tra i 35 e i 40 senatori eletti che hanno problemi legali o sono parenti di politici detenuti per le loro relazioni con i paramilitari o con il narcotraffico. È facile presumere che questi politici improvvisati abbiano non solo ereditato i voti, ma anche i legami dei loro parenti.
Questo per non parlare dei mali endemici come la vendita di voti dei settori più poveri della società, che, in alcune zone del paese, votano chi sia per 10.000 pesos (4 Euro circa, 2 per la camera e 2 per il senato). Una indagine del canale Caracol ha mostrato come esponenti del partito Conservatore comprassero pacchetti interi di voti a Cartagena, ottenendo uno sconto sul prezzo.
Una delle regioni in cui il PIN ha ottenuto il maggior numero di voti è il Valle del Cauca, la patria del Cartello di Cali. Aura Lucia Mera, scrittrice e giornalista originaria della regione e ha commentato: "Nel Valle del Cauca la politica ha smesso da molti anni di essere un esercizio intellettuale, per trasformarsi in un affare, finanziato con soldi di dubbia provenienza, quando non con le risorse dello Stato. Sembra che questa terra dove sono nata e che amo, sia ormai condannato a non potersi liberare della cultura del denaro facile e del narcotraffico. Fa male veder sorgere un nuovo mostro dalle mille teste come il PIN, un aborto nato dalle stesse viscere dell' Uribismo mentre nessuno fa nulla per fermarlo."
Tra gli eletti nelle fila del PIN ci sono per esempio: Enlice López, polemica impresaria vicina ai paramilitari, due senatori in quota a la famigerata Gata, il figlio di un ex colonnello e ex governatore condannato per paramilitarismo e Teresita, sorella di Álvaro (el gordo) García che può ora consolarsi della condanna a 40 anni appena ricevuta per il massacro di Macayepo.
Sul fronte anti-uribista le cose non stanno andando invece molto bene.
Il Polo Democratico scende da dieci senatori (11 contando uno che ha ottenuto successivamente vincendo una causa) a otto. Colpa degli "attacchi presidenziali - secondo il senatore Robledo - che hanno stigmatizzato il Polo per presunti finanziamenti stranieri, piuttosto che condannare la corruzione, la para-politica e le altre aberrazioni che abbiamo visto nella scorsa legislatura." Il Polo paga anche una divisione interna tra la linea del sindaco di Bogotà Samuel Moreno e quella del candidato alla presidenza Gustavo Petro. Quest'ultima sembra uscire rafforzata dalle elezioni, cosa che fa immaginare una maggiore coesione del partito per le imminenti elezioni del prossimo 30 maggio.
È importante notare che, per il Polo, ha ottenuto un seggio alla camera Ivan Cepeda Castro, portavoce del movimento delle vittime dei crimini di Stato (MOVICE).
Dal canto loro i liberali del candidato Pardo sono rimasti con i 18 senatori di quattro anni fa, una piccola vittoria per un partito di opposizione, che sarebbe potuto cadere nel baratro, data la totale mancanza di personalità del loro candidato alla presidenza. I liberali sono ormai da 12 anni fuori dalle stanze del potere e, questo comincia ad avere effetti drammatici su quello che era il primo partito del paese, rotto dalla secessione uribista. I sintomi sono evidenti nelle zone rurali, che erano storicamente roccaforti liberali e che sono lentamente passate alla U e ai coservatori.
Tra gli indipendenti brillano invece i verdi, che fu di Ingrid e ora è nelle mani dei tre tenori o tre gemelli, ossia gli ultimi tre sindaci di Bogotá, provenienti da tradizioni ideologiche differenti, che sono stati capaci di mettere l'enfasi sulle loro affinità piuttosto che sulle differenze. La consulta interna per scegliere il candidato alla presidenza ha raccolto 1,5 milioni di voti, una cifra enorme per un partito di opinione, senza una capillarità politica e che non compra voti. Il candidato sarà l'eclettico Antanas Mockus, che potrà contare su 5 senatori. I Verdi sono diventati una vera alternativa di poter. Il principale ostacolo per Antanas era la percezione che votarlo sarebbe stato sprecare il voto, da domenica è chiaro il contrario. I verdi sono ora il centro della bilancia, capaci non solo di affascinare gli intellettuali, ma anche di attrarre le borghesie urbane e settori dell'uribismo, oltre che la sinistra e gli altri indipendenti. Propongono un governo che si preoccupa del sociale, del'educazione e delle responsabilità civiche. In un paese divorato dalla violenza e da un conflitto insanabile, propongono trasformare prima di tutto il modo di pensare e di relazionarsi della gente.