16/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La cella dell'ex dittatore paragonata a una suite di un hotel di lusso

Sauna, palestra, telefono privato e griglia equipaggiata di tutto punto per cucinare ottime grigliate di carne. No, non stiamo descrivendo la suite di un albergo a cinque stelle ma la cella del carcere di Chonchocoro, località a circa 25 chilometri da La Paz, dove è rinchiuso Luis Garcia Meza, ex dittatore boliviano che nel 1980 fu al comando di un sanguinario colpo di Stato contro la presidente Lidia Gueiler.
Garcia Meza è stato condannato a 30 anni di reclusione, la massima pena prevista in Bolivia, ma non se la passava male. Il ministro Sacha Llorenti ha confermato la notizia facendo sapere che le autorità avrebbero scoperto le comodità della vita carceraria dell'ex generale dopo un'ispezione. Da tempo infatti, fra le mura della casa circondariale le bande legate alla malavita locale e internazionale si danno battaglia creando caos e mettendo in difficoltà gli agenti in servizio.
"Non avevamo mai controllato la cella di Garcia Meza e da oggi possiamo garantire che l'ex dittatore avrà un trattamento uguale agli altri detenuti" ha detto il ministro Llorenti.
Nel frattempo, Llorenti ha fatto sapere che entro breve tempo sarà formalizzata in Bolivia una grande riforma carceraria che convertirà i centri penitenziari del Paese, oggi troppo controllati dalle bande criminali, in veri centri di risocializzazione.
"Stiamo lavorando per la trasformazione non solo del carcere di Chonchocoro ma di tutte le carceri del Paese" ha detto Llorenti. "Alcune case circondariali sono state già riformate e altre lo saranno in futuro. Vogliamo che le carceri siano carceri e non luoghi dove si possano commettere delitti" ha concluso il ministro.

 

Parole chiave: Bolivia
Categoria: Diritti
Luogo: Bolivia