16/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'iniziativa criticata anche dal promotore della protesta, mentre la contestazione a Bangkok comincia a diminuire

I manifestanti da giorni riuniti nel centro di Bangkok per chiedere le dimissioni del Primo ministro Abishit Vejjajiva hanno lanciato contro il Palazzo del Governo il sangue raccolto durante la notte. Una protesta simbolica che ha ricevuto parecchie critiche dalle organizzazioni umanitarie, dalle autorita' sanitarie, dalla Croce Rossa e persino dallo stesso ispiratore delle "camicie rosse", l'ex premier Thaksin Shinawatra. "Cosi Abishit e i suoi ministri dovranno entrare negli uffici passando sul sangue del popolo", ha spiegato Natthawut Saikua, uno del leader della piattaforma (il Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura). I manifestanti, compresi alcuni monaci buddisti vestiti con la tradizionale tunica arancione, hanno ignorato le critiche, sottoponendosi alle lunghe file d'attesa. Intanto il governo rimane silente. Per motivi di sicurezza e' stata anche sospesa la sessione parlamentare congiunta e il premier, Abhisit Vejjajiva ha approfittato della congiuntura per viaggiare al nord e visitare le zone colpite dalla siccita'. Bankgok e' dunque rimasta in mano ai manifestanti, il cui numero pero' comincia a diminuire.

 

 

Da Bangkok il nostro collaboratore Alessandro Ursic
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Luca Galassi

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