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In un messaggio alla televisione nazionale, il premier thailandese Abhisit Vejjajiva ha respinto l'ultimatum delle camicie rosse che chiedevano le sue dimissioni, lo scioglimento del parlamento e la convocazione di nuove elezioni entro mezzogiorno di oggi (le 7 di mattina in Italia). "I partiti della coalizione - ha dichiarato il premier in tv - sono concordi nel sostenere che tale richiesta non può essere accolta: le elezioni devono tenersi nel rispetto delle regole e in una situazione di calma. Dobbiamo ascoltare anche la voce di altre persone, non solo quella dei dimostranti".
Subito prima della scadenza dell'ultimatum, un immenso corteo di decine di migliaia di camicie rosse, sostenitori dell'ex premier Thaksin Shinawatra rovesciato nel 2006 dall'incruento golpe 'giallo' delle forze militari lealiste, ha raggiunto il quartier generale dell'esercito dove il premier è stato trasferito per motivi di sicurezza, nella parte nord di Bangkok. Il premier ha ammonito i dimostranti a non forzare gli ingressi della caserma, dicendo che in quel caso i militari ricorreranno alla forza. Poi è salito è decollato dall'edificio a bordo di un elicottero.
Poco dopo, i rossi hanno lanciato alcune granate dentro il compund militare, ferendo almeno due militari.