12/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



A causa dei combattimenti tra ribelli Shabaab e forze governative centinaia di persone sono fuggite da Mogadiscio

Centinaia di persone hanno abbandonato Mogadiscio, in Somalia, a causa dei violenti scontri tra forze governative e ribelli islamici del gruppo Shabaab che proseguono da circa tre giorni. Secondo quanto riportano alcuni testimoni, centinaia di famiglie hanno lasciato la zona, mentre l'emittente araba "Al Jazeera" ha riferito che il bilancio complessivo di questi tre giorni di combattimenti è di 60 morti e 140 feriti.

In base al resoconto del responsabile dell'ospedale di Daynile, oggi "19 civili, tra cui un bambino, sono stati feriti nei bombardamenti, e tre sono in gravi condizioni". Solo ieri sono state uccise più di venti persone, mentre il sindaco della capitale somala, Abdirizak Mohamed Nur, ha lanciato un appello agli abitanti, chiedendo di abbandonare "le zone di combattimento perché la grande offensiva destinata a cacciare i ribelli dalla città è imminente".

Il movimento Shabaab ha in pugno la zona del centro e sud della città, e in base alle dichiarazioni di un capo guerrigliero, il gruppo armato avrebbe a disposizione armi sofisticate in grado di distruggere i carri armati dei soldati di pace. Questa situazione mina gravemente anche la stabilità del già debole governo di transizione somalo, che controlla ormai soltanto una piccola area della capitale.

Parole chiave: Somalia, Mogadiscio
Categoria: Guerra, Profughi, Politica
Luogo: Somalia