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Circa 300 rom, di cui 10 minori, residenti da più di un anno sul territorio di Massy (Essonne), in Francia, sono stati trasferiti in Romania attraverso alcuni voli governativi. In seguito a uno scontro che nei giorni scorsi ha visto protagonisti una trentina di nomadi, il loro accampamento è stato dato alle fiamme; le persone sono così state ospitate in un liceo della zona, per l'occasione adibito a centro di prima assistenza. Secondo quanto denuncia Alexandre Le Cleve dell'associazione "Hors la rue", che segue i minori nel campo, "i rom sono stati ospitati nel liceo senza avere il diritto di entrare e uscire liberamente", e aggiunge che questo "esula da qualsiasi quadro giuridico", poiché essi non possono essere trattati né da "detenuti", né devono essere "guardati a vista". "Di questi rom, 10 minori soli sono stati ricondotti illegalmente in patria", continua Le Cleve, in quanto "anziché per un rimpatrio seguito dal giudice minorile, si é decisa l'espulsione immediata". Il provvedimento ha raccolto il plauso di Vincent Delahaye, sindaco di Massy, il quale ha riferito che i rom causavano problemi nella zona, e dunque l'espulsione degli stessi era da considerarsi necessaria.