11/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo quanto riportato dall'associazione Global Witness, i militari controllerebbero i giacimenti del paese

Minatori illegali in TanzaniaEstorsioni in perfetto stile mafioso in Congo. Di questo sono accusati gli ex ribelli appartenenti al gruppo Cndp (Congresso nazionale per la difesa del popolo), ora integrati nell'esercito governativo, che hanno posto sotto il loro controllo delle miniere del paese.
I giacimenti forniscono materiale alle industrie elettroniche di tutto il mondo, e sono stati acquisite in passato dai ribelli. Accuse sono state lanciate anche dal gruppo attivista Global Witness, il quale ha dichiarato che il governo e la comunità internazionale ha fallito nel compito di togliere le miniere dal controllo dei ribelli.
Secondo quanto riferito dall'Ong, le misure attuate dal governo del Congo per integrare nell'esercito nazionale i combattenti e fronteggiare così il fenomeno dell'insurrezione armata avrebbero in realtà portato ad un maggiore controllo da parte dei ribelli sui giacimenti: nel Sud Kivu, i minatori accusano di essere costretti a pagare 10 dollari a ciascun soldato per poter lavorare una notte in miniera.

Categoria: Risorse, Ambiente
Luogo: Rep. Dem. Congo