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Le autorità thailandesi stanno prendendo aspri provvedimenti contro i lavoratori immigrati non in regola con i documenti. Secondo quanto riportano i sindacati del Paese, gli immigrati che non hanno rispettato la scadenza del 2 marzo scorso come termine ultimo per la regolarizzazione della loro posizione, sono a rischio deportazione.
Secondo la legge thailandese, la manodopera straniera, per poter richiedere il permesso lavorativo deve prima ricevere conferma sulla propria nazionalità dalle autorità del territorio d'origine. I provvedimenti, confermati da diverse associazioni di lavoratori e da alcuni testimoni, consistono in arresti e deportazioni e stanno avvenendo nelle aree di Buri Ram, Mahachai, e Mae Sot, ad alto impiego di operai birmani.
Questi, per poter lavorare in territorio thailandese, devono recarsi personalmente negli uffici all'interno dei confini di Myanmar, azione che comporta notevoli rischi per coloro che si sono allontanati dal Paese.