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Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), principale partito d'opposizione della Myanmar, non potrà presentarsi alle elezioni.
Due giorni fa il governo militare birmano ha promulgato una legge in base alla quale chiunque stia scontando una pena detentiva, non possa appartenere a un partito politico e, di conseguenza, presentarsi alle elezioni. La leader della Lnd, premier Nobel per la pace, sta attualmente scontando una condanna di 18 mesi agli arresti domiciliari, che terminerà nel mese di ottobre.
Secondo quanto riferito dalla stampa locale, oltre ad Aung Suu Kyi, la nuova legge elettorale ha escluso dalle elezioni più di 2.100 prigionieri politici, i membri degli ordini religiosi e gli stranieri che non possono presentarsi con nessun partito.
Ieri gli Stati Uniti avevano avanzato alcune perplessità sulla regolarità e la credibilità delle legislative in Birmania, dove le votazioni sono state soppresse da oltre vent'anni.