08/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Nelle ultime ore 120 combattenti hanno deciso di accettare il piano di riconciliazione del governo afghano

Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa 'Xinhua', circa 120 combattenti hanno deposto le armi nella provincia di Baghlan, nell'Afghanistan settentrionale, accettando il piano di riconciliazione proposto dalle autorità di Kabul. Il portavoce della polizia locale, Lal Mohammad Ahmadzai, ha infatti rilasciato una dichiarazione secondo cui da "domenica 120 uomini, tra cui 70 miliziani di Hizb-e-Islami, si sono uniti al governo"; tra questi ultimi è presente anche Mamor Malang, comandante dei miliziani nella provincia di Baghlan.

La dichiarazione fa seguito agli scontri che si sono verificati tra sabato e domenica, durante i quali i Talebani si sono contrapposti ai combattenti di Hizb-e-Islam e che hanno portato all'uccisione di 60 uomini, di cui 40 appartenenti alle milizie islamiche.
I combattenti di Hizb-e-Islam, Partito Islamico guidato dal leader afghano Gulbuddin Hekmatyar, sono attivi nell'area settentrionale dell'Afghanistan, ma hanno legami anche con i gruppi del sud del Paese.

Recentemente, Feroz Hekmaytar, il nipote del fondatore del movimento armato, ha dichiarato all'emittente televisiva pakistana 'Geo' che il leader di Hizb-e-Islami è disposto ad aprire un dialogo con il presidente afghano Karzai. Il piano su cui aprire le trattative prevederebbe l'inizio del ritiro delle forze internazionali dall'Afghanistan a "luglio di quest'anno" e la conclusione dell'impegno "nell'arco di sei mesi". Tra le condizioni per il dialogo, inoltre, è presente l'"offerta"al governo di Karzai di restare in carica fino alle prossime elezioni. Da quel momento in poi la sicurezza dovrà passare nelle mani dell'esercito e della polizia afghana.

Parole chiave: Afghanistan, talebani
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Afghanistan