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"Senza dubbio la tragedia che ha colpito il nostro paese all'alba del 27 febbraio è stata una delle più devastanti della nostra storia. Numerose città e località de l centro e del sud del Cile stanno sopportando le pene di una tragedia incommensurabile di cui ancora non si ha un bilancio finale, ancora non si sa la reale portata di questa catastrofe. Il numero dei morti sale ogni minuto. Sono centinaia di migliaia i cileni che hanno visto crollare i sogni costruiti con anni di fatica, e aiutarli si fa indispensabile". Alla grande macchina di aiuti che i cileni stanno mettendo su per far fronte al cataclisma che ha piegato il paese non poteva mancare l'apporto dell'energico uomo politico che nelle ultime elezioni ha sbaragliato ogni previsione mobilitando in pochi mesi un milione e mezzo di cileni bisognosi di un paese diverso, lanciato verso il futuro, ma radicato in un passato che mai si dimentica e che tanto insegna. Marco Enriquez Ominami, il giovane indipendente che viene dal vecchio socialismo ma che è deciso ad avviare un rinnovamento radicale di un paese vecchio ed elitario, è abituato a usare il potere comunicativo dei nuovi mass media, quali i social network e i siti per informare, formare e mobilitare, e anche questa volta la sua chiamata via web non si è fatta attendere. Attraverso Facebook e Twitter e tramite il sito del suo partito nuovo di zecca ChileCambió, (il cui nome è stato scelto dagli utenti della rete) ha lanciato un invito a "muoversi per far rialzare il paese", spiegando dove e come apportare contributi fisici e materiali per i terremotati e le vittime dello tsunami.
"Dopo la tragedia, è il momento di tornare a rialzarsi - spiega il politico, figlio del rivoluzionario Miguel Enriquez, morto per mano della dittatura - Il nostro dovere come società civile è essere parte delle soluzioni. Abbiamo bisogno di mettere il cuore e entrambe le mani a disposizione di coloro che stanno soffrendo, di coloro che hanno perso tutto e di coloro che si sentono perduti, senza poter nemmeno accedere alle risorse più basilari come l'acqua, il cibo e un riparo.
Vogliamo aiutare mettendo da oggi tutti i nostri sforzi e la nostra capacità di organizzazione a disposizione di tutti i cileni per collaborare generando reti e canali di comunicazione e aiuto. Per attivare la solidarietà di tutti abbiamo messo su la campagna Cile in Azione - racconta -. Tutti coloro che desiderano aiutare le migliaia di cileni e cilene colpite dal terremoto possono far arrivare le loro contributo a Morandé 672, Santiago Centro".
Ed ecco la lista dei beni più preziosi per l'emergenza: "Si ha bisogno di coperte nuove, pannolini, prodotti per l'igiene personale, come dentifrici, spazzolini, sapone e shampoo. Potranno essere portati dal lunedì al sabato fra le nove e le sette di sera".
Enriquez Ominami (il secondo cognome deriva dal padre adottivo, il senatore Carlos Ominami, eminenza del socialismo cileno) non ha dubbi: "Se siamo stati capaci di mobilitare un milione e mezzo di persone in vista di un sogno, è nostro dovere oggi canalizzare questa energia e mobilitare la medesima quantità di gente per andare in soccorso di coloro che più ne hanno bisogno. Bisogno aiutare il Cile a rialzarsi in piedi con la forza, la solidarietà e la dedizione che ci caratterizza. E con l'urgenza che le migliaia di bambini, anziani, padri e madri bisognosi necessitano, mettiamoci in azione per il Cile. Se qualcuno vuole contattarci per inviarci contributi, domande, dubbi, può farlo all'indirizzo mail chileenaccion@chilecambio.cl".
Intanto, mentre la terra trema ancora con forti scosse d'assestamento che pietrificano l'intero Cile, il presidente uscente, Michelle Bachelet, ha decretato tre giorni di lutto nazionale a partire da domenica, 7 marzo e la bandierà del Cile sventolerà a mezz'asta in segno di dolore e cordoglio.
Stella Spinelli