04/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



I lavoratori del call center di via Mentana a Monza dopo mesi senza stipendio hanno ottenuto il commissariamento dell'azienda

I lavoratori del call center di via Mentana a Monza possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo mesi di lotta, manifestazioni, presidi e sofferenza, i giudici del tribunale di Novara hanno scelto per il commissariamento della società Raf, appartenente al gruppo Omega. L'atmosfera di festa e i sorrisi dei dipendenti contrastano con l'ambiente che li circonda. L'edificio che ospita il call center è fatiscente. L'ingresso è spoglio, nessuna insegna o cartello testimonia l'esistenza degli uffici. I muri all'interno cadono in pezzi e le pareti sono sporche. "Anche noi, figli di un dio minore – afferma Rosario Fontanella, sindacalista della Cgil Brianza, durante l'assemblea dei lavoratori - abbiamo il diritto di festeggiare. Ce l'abbiamo fatta contro ogni previsione, ma ora dobbiamo andare avanti e restare uniti”. Da settembre senza paga, gli impiegati avevano quasi perso la speranza di vedere tutelati i loro diritti.

La notizia del commissariamento viene, quindi, accolta con grande entusiasmo e l'atmosfera che si respira durante l'assemblea è serena. I lavoratori si scambiano sorrisi, abbracci, strette di mano, sguardi eloquenti. Che sono più forti dello squallore e del grigiore dell'ampio salone dove si svolge la riunione. Nessun quadro, nessun cartello, nessun colore. Un ambiente apatico. Quello del call center è un mondo sommerso, che fatica ad ottenere visibilità e il rispetto dei propri diritti. L'umanità che si incontra è varia. Studenti, casalinghe, pensionati, stranieri sono coloro che hanno lottato per mantenere il proprio posto di lavoro. Sebastiano Liori e Marcello Massa, che hanno alle spalle ben 14 fallimenti e che la Cgil definisce come “liquidatori di professione”, sono stati finalmente estromessi e l'azienda passa nelle mani dell'avvocato milanese Francesco Di Mundo che agirà come “custode giudiziario”. A lui spetterà di valutare lo stato di salute del call center di Monza e determinarne il futuro. Tre le possibilità in gioco: concordato, fallimento o, come si augurano i sindacati, l'amministrazione straordinaria. “Aspettavamo il commissariamento da mesi – spiega Vittorio Serafin, segretario della Slc Cgil Brianza, che si occupa del settore delle telecomunicazioni -. Ora almeno abbiamo un interlocutore con cui discutere degli ammortizzatori sociali”.

All'ottimismo del sindacato che, per festeggiare la vittoria ha anche offerto un piccolo rinfresco, fa eco quello degli impiegati, orgogliosi di aver resistito, che vedono sfumare l'incubo di questi mesi senza busta paga. “Siamo sempre stati un'azienda sana – racconta Matilde Faleschini, 37 anni – con ben 249 dipendenti tra contratti a tempo indeterminato, determinato e a progetto. Avevamo commesse importanti, come quelle della Telecom. Poi lo scorso gennaio abbiamo avuto i primi sentori del cambiamento e ci è stato detto dal vecchio proprietario che avremmo ricevuto lo stipendio in due tranches separate. Siamo stati ceduti ad Omega, una ditta inglese, che abbiamo scoperto essere già indebitata. Ad agosto i ritardi sono diventati cronici e a partire da ottobre non abbiamo più ricevuto la busta paga. A dicembre ci è arrivata la seconda tranche dello stipendio di settembre”. Il sorriso di Matilde tradisce la consapevolezza che il peggio sia passato e che ora la situazione possa solo migliorare. “Lavoro qui da cinque anni e ho sempre pensato che questo fosse un ambiente tranquillo, sano. Questi ultimi mesi sono stati molto difficili e sono consapevole di essere tra i pochi fortunati che non hanno un mutuo da pagare e dei risparmi messi da parte”.

Benedetta Guerriero

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