04/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'organizzazione esprime forti critiche per una legge approvata dall'organo legislativo che concede un termine di 120 giorni a tutti i debitori in mora con le istituzioni finanziarie, per rinegoziare il debito a un interesse del 16 percento.

Scritto per noi da
Alessandro Ingaria

Le banche che difendono le banche. Un'organizzazione internazionale (Fmi) che critica una legge interna del Nicaragua, appoggiata dagli istituti di credito nazionali (Asobanp) con il supporto delle banche svizzere. Un thriller internazionale o una barzelletta di pessimo gusto?

La Ley de Moratoria. L'oggetto del contendere è una legge approvata, da una settimana, dall'organo legislativo che concede un termine di 120 giorni a tutti gli insolventi, in mora con le istituzioni finanziarie del paese al 30 giugno 2009, per rinegoziare il debito a un interesse del 16 percento. Il settore creditizio e le banche hanno chiesto ripetutamente al presidente Daniel Ortega di porre un veto, al fine di bloccare la legge. Il provvedimento è stato approvato per la pressione del "Movimento del non pagare" (Movimiento No Pago) composto da numerosi debitori in mora, che da due anni organizza blocchi stradali e attentati contro istituti bancari. Il provvedimento riguarda principalmente il settore della micro finanza, ovvero la concessione di prestiti alle fasce di popolazione povera e in operazioni di importo esiguo, un campo nel quale il sistema tradizionale non entra perché considera i possibili beneficiari non solvibili. Nel paese esistono 22 microfinanziarie con circa 500 mila clienti. Della Ley de Moratoria potrebbero beneficiare circa 10 mila persone.

Il comportamento del Fmi. Il Fondo monetario internazionale sta facendo pressioni sul governo del Nicaragua affinché blocchi la legge. Luis Cubeddu, capo della delegazione tecnica del Fmi ha dichiarato che "aspetta una presa di posizione del governo per un provvedimento che causerà instabilità al sistema finanziario in generale." Lo stesso aggiunge che "al Fmi interessa che si chiarisca come si potrà limitare il danno al sistema finanziario nazionale e, soprattutto, che si assicuri uno sviluppo sano per il Paese." Concludendo che "E' certo che la ley de moratoria introduce un'incertezza nel sistema, in questo senso potranno subirne le conseguenze la concessione di fondi stranieri alle micro finanziarie e alle banche che concedono prestiti in questo settore" Tra le righe si può leggere una velata minaccia di riduzione dei finanziamenti internazionali per il Nicaragua.


Le banche nazionali. Secondo l'Associazione delle Banche Private del Nicaragua (Asobanp), l'assemblea parlamentare sta "imponendo una camicia" attraverso la legge. "Non si devono premiare i cattivi pagatori promuovendo la cultura del non rimborsare i debiti" ha dichiarato l'Asopanp, consigliando piuttosto valutare la natura e l'origine di ciascuno dei problemi di chi non ha potuto pagare. Occorre tuttavia sottolineare che, nell'opinione delle banche, il limite del 16 percento al tasso di interesse non viene ritenuto sufficiente per coprire i costi del capitale che gli istituti prestano ai piccoli commercianti e micro imprenditori.


Gli svizzeri. Il direttore della Cooperazione Svizzera in Nicaragua ha espresso la preoccupazione di tre organizzazioni private elvetiche che hanno circa 100 milioni di dollari di impieghi nel sistema del micro credito. Secondo le stesse, le conseguenze della legge potrebbero essere pesanti, per mancanza di concessione di prestiti alle piccole imprese che dipendono dal sistema del microcredito per lavorare. Anche le istituzioni finanziare svizzere ritengono che il tasso di interesse al 16 percento fissato dall'Assemblea Nazionale non permette di coprire i costi delle operazioni e delle provvigioni delle micro finanziare nicaraguensi.


Le reazioni della (povera) gente.
La finestra del web permette a molti di esprimere una propria opinione. I commenti ricorrenti parlano di tassi di interesse che strozzano la gente, di condizioni poste in atto per attirare gli investimenti internazionali ma insostenibili per gli imprenditori locali, dell'impossibilità per i piccoli di negoziare di fronte a colossi con sede a Berna, di costi amministrativi sulle pratiche fuori controllo, di esecutori giudiziari senza scrupoli. Con una unanime richiesta di tassi di interesse più accettabili per chi vive nel paese centramericano.
Non è facile capire chi detiene la ragione e se gli alti tassi di interesse imposti per attirare i capitali esteri, in un paese affamato di investimenti, siano giustificabili in nome del sacrificio di chi alla fine non riesce a pagare le rate a fine mese.

In Italia, non molti anni fa, venne approvata una legge che definisce la soglia di usura. In base ai dati del primo trimestre 2010, se ad un piccolo imprenditore viene applicato, per un finanziamento ad un azienda, un tasso più alto del 15,39 percento, il sovvenzionatore potrebbe rischiare la galera con l'accusa di usura. In Nicaragua il 16 percento non permette di coprire i costi delle società finanziare.

Parole chiave: fmi, nicaragua
Categoria: Economia
Luogo: Nicaragua