04/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il paese è guidato da Faure Gnassingbe, figlio del dittatore che ha comandato il Togo per 38 anni

Il Togo oggi è chiamato a votare il nuovo presidente di un paese che dopo decenni di violenze e soprusi, inizia ad assaporare un po' di serenità. Se per 38 anni, fino al 2005, era stato governato da un dittatore sanguinario come Etienne Gnassingbe Eyadema, da cinque anni è in mano niente meno che al figlio, Faure Gnassingbe, che però si ripresenta quale favorito in elezioni che, nonostante l'opposizione sventoli la paura dei brogli, sono state introdotte da una campagna tranquilla e aperta.
Sembra dunque lontano quel Togo che nel 2005, al proclama della vittoria del successore della dinastia Gnassingbe, fu teatro di manifestazioni spontanee, soffocate nella violenza. Il bilancio fu di centinaia di morti. Ma c'è chi è pronto a giurare che il clima sia cambiato, anche se, appunto, l'opposizione sta già rumoreggiando su possibili irregolarità.
Per scongiurare ogni tipo di degenerazione, comunque, le votazioni, iniziate alle 7 ora locale (le 8 in Italia) saranno monitorate da osservatori dell'Africa occidentale ed europei.
Il Togo, 6,6 milioni di abitanti, quarto produttore mondiale di fosfato - sostanza usata per i fertilizzanti quindi bramata da molte multinazionali - sorge in un'area, quella dell'Africa occidentale, tuttora martoriata da tensioni politiche e sociali. Il Niger è stato pochi giorni fa piegato da un golpe ancora in atto, la Costa D'Avoria è vittima di violenze causate dal rinvio di elezioni da tempo attese, e la Guinea è in preda a una grande instabilità.
A far ben sperare i più ottimisti dunque c'è questa campagna elettorale che si è svolta in clima pacifico ed elezioni amministrative, tenutesi nel 2007, iniziate e finite nella più completa tranquillità. Occhi puntati dunque sul principale sfidante, Jean-Pierre Fabre, candidato dell'Unione delle forze per il cambiamento

Categoria: Elezioni
Luogo: Togo