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Nell'Indice di Libertà Economica 2010, realizzato dalla fondazione Heritage e dal The Wall Street Journal, il Venezuela si classifica alla posizione numero 174 su 183. In base allo studio, l'economia venezuelana è retrocessa di 2,8 punti rispetto ai risultati del 2009 ed è entrata nella categoria "economia oppressa", pur mantenendo la stessa posizione nel ranking.
Il Paese governato da Chávez precede nella classifica Birmania, Eritrea, Cuba, Zimbabwe, Corea del Nord, Afganistan, Iraq, Liechtenstein e Sudan. "Il governo venezuelano è ogni volta più interventista e la libertà economica è molto limitata per i regolamenti governativi e i controlli" riportano le motivazioni dell'indice.
Secondo lo studio, tra i Paesi latinoamericani il migliore è il Cile, prima economia della regione e decima nel mondo. Gli elementi presi in considerazione dall'indice sono la libertà commerciale, quella di commercio internazionale, la libertà fiscale, la spesa governativa, la libertà monetaria, di investimento, finanziaria, il diritto di proprietà, il livello della corruzione e la libertà di lavoro. Nel caso venezuelano gli elementi a sfavore sono stati l'esproprio delle imprese agroalimentari, del cemento e dell'acciaio, il controllo delle banche private, il dominio dello stato nei settori petroliferi, elettrici e delle telecomunicazioni.
La stabilità monetaria viene ritenuta debole e soggetta ad una crescente corruzione in virtù di un sistema giuridico inefficiente. Secondo lo studio, lo stato di diritto è stato gravemente soffocato dal governo di Hugo Chávez, mentre i contratti e i diritti di proprietà non sono adeguatamente protetti.