03/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Qui la situazione resta drammatica. Continuano i sequestri, gli omicidi, la repressione e ogni violazione possibile. La testimonianza

"Qui la situazione resta drammatica. Continuano i sequestri, gli omicidi, la repressione e ogni violazione possibile. Ovviamente, nel mirino ci sono i membri della resistenza o i loro familiari. Le elezioni, non riconosciute dalla resistenza (e, per adesso, anche da molti paesi esteri), non hanno cambiato la situazione, nonostante gli sforzi immensi del nuovo regime di apparire aperto e democratico.

I potenti di questo paese sono davvero preoccupati, tanto che continuano a manipolare l'opinione pubblica con falsità esagerate e ridicole. È in atto una vera e propria manipolazione mediatica, molto pericolosa. A farsene portavoce è il giornale La Prensa, di proprietà di una dei più potenti golpisti, Larach.
E che dire del ritorno a tutti gli effetti degli squadroni della morte, tanto cari al ministro Oscar Alvarez. Li riattivò durante il governo di Maduro (quello prima di Zelaya) per il suo programma di "limpieza social" che consisteva in esecuzioni vere e proprie a niños de la calle e giovani de las maras. Ora le sue vittime sono gli esponenti della resistenza.

Nonostante tutto la resistenza continua forte e determinata. Lo dimostra anche la quantità delle manifestazione organizzate ultimamente che, in proporzione ai numeri di abitanti del paese, sono considerevoli. E lo dimostrano i fatti di ogni giorno in ogni angolo del paese, dove la resistenza si sta strutturando a vari livelli (municipale, provinciale, regionale) e organizza attività di ogni genere. L'obiettivo non è più solo l'installazione dell'Assemblea Costituente, ora si mira alla rifondazione del paese, dal basso.
Il prossimo 13 e 14 marzo ci sarà il II Encuentro por la refundacion de honduras (il Iº si é tenuto proprio due settimane prima del golpe) che avrà un sapore ancora più speciale. Siamo nel pieno della preparazione. Non ci arrendiamo".

Ecco come ci descrive l'Honduras del nuovo presidente Porfirio Lobo la cooperante italiana che vive da anni in Honduras e che abbiamo imparato a conoscere dalle estemporanee e concitate cronache che ci inviava nelle settimane dopo il golpe del 28 giugno 2009, per raccontare, testimoniare, diffondere. I riferimenti gravi e pesanti a cui si riferisce sono quelli che bene ha descritto Giorgio Trucchi, altro italiano che ha scelto la cooperazione come scopo di vita e che ha fatto della diffusione di informazioni "per non dimenticare" uno scopo di vita.

"Il 24 febbraio, poco dopo mezzogiorno, nella città di San Pedro Sula, è stata uccisa sull'uscio di casa Claudia Larissa Brizuela, che stava festeggiando il suo 36esimo compleanno. Aprendo la porta ha ricevuto tre pallottole alla testa ed è morta sul colpo".
Claudia era una militante del sindacato del Comune dove lavorava e figlia di Pedro Brizuela, noto dirigente locale del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP). Si tratta dell'ennesimo omicidio perpetrato alla vigilia di una grande mobilitazione organizzata dal FNRP nella capitale, in rifiuto alla Commissione della Verità, considerata come la via per l'impunità per tutti i criminali golpisti coinvolti nella selvaggia repressione post golpe.


"Claudia è la terza vittima in questo primo mese di governo di Porfirio Lobo. Sono già stati assassinati in circostanze abbastanza simili Vanessa Zepeda e Julio Funes", precisa Trucchi.
Pedro Brizuela, padre di Claudia, ha collegato l'omicidio di sua figlia con la sua partecipazione alle attività del FNRP e al tentativo di terrorizzare chi continua a sostenere la lotta per la democrazia in Honduras.
A quanto spiega Trucchi, la violenza selettiva contro dirigenti di base del FNRP, sindacati ed organizzazioni sociali è aumentata proprio dal 28 gennaio scorso, giorno successivo all'insediamento di Porfirio Lobo. Il suo ministro della Sicurezza, Óscar Álvarez, ha espresso pubblicamente che è necessario sradicare la resistenza in quanto "non ha più ragione di esistere". Per farlo sono stati attivati i Servizi Segreti, che perseguono la strategia di seminare il terrore uccidendo e minacciando dirigenti di base, ed evitando - per adesso - le personalità più conosciute dell'opposizione. Questa strategia avrebbe il doppio effetto di inaugurare una vera e propria "caccia all'uomo" di bassa intensità, con caratteristiche proprie del terrorismo di Stato per intimorire la popolazione e, allo stesso tempo, evitare maggiori scandali nazionali e internazionali che provocherebbero gli omicidi di personalità conosciute. Non è un caso che il principale assessore del servizio di sicurezza di Porfirio Lobo sia José Félix Ramajo, istruttore dell'ISA (International Security Academy), con risaputi vincoli con i servizi segreti israeliani del Mossad.

 

Stella Spinelli

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