02/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



In quest’epoca di crisi tornano in auge le richieste degli stati dell’ex blocco sovietico per i pregiudizi subiti negli anni dell’occupazione.

Scritto per noi da
Alessandro Ingaria

Un interessante esempio di geopolitica d'annata. Una questione irrisolta che periodicamente torna a far notizia.

Prendendo spunto da un interessante articolo di Josafat S. Comin, pubblicato dal sito indipendente Rebelión, si può cercare di fare un quadro del dibattito mai sopito tra i Paesi baltici e l'ex madre Russia. Da un lato la Polonia che pretende che la Russia assuma la colpa per lo sterminio di 10 mila ufficiali polacchi in Katyn durante la seconda guerra mondiale, richiedendo migliaia di milioni di dollari di risarcimento. Dall'altro in Lituania, nell'occhio del ciclone della crisi economica, ha ripreso vigore il partito di chi pretende indennizzi per il periodo di occupazione vissuto dalla Repubblica nel periodo 1940-1990.

A fronte di richieste di risarcimento miliardarie (di dollari), provenienti da Paesi come Polonia e Lituania, una parte della stampa russa risponde ricordando alle nazioni dell'ex blocco sovietico che da un lato vi sono le quantificazioni dei danni e dall'altro i progressi dell'economia durante il protettorato di Mosca. Si viene così a conoscenza che esiste un rapporto preparato dal Ministero dello sviluppo economico della Federazione Russa in base a una petizione della Duma, la camera dei deputati. Il rapporto era la risposta alla legge Nº VIII-1727, approvata il 13 giugno 2000 dal parlamento lituano, avente per oggetto l'indennizzo derivante dal pregiudizio causato dall'occupazione sovietica.

Detto documento fu presentato al governo lituano e quantificava il pregiudizio in 20 mila milioni di dollari così suddivisi:   

Danni derivanti dalla morte della popolazione del paese a causa dell'occupazione 7.500
Genocidio e repressione della popolazione lituana 1.800
Persecuzione della resistenza 171
Pregiudizio derivante dalla chiamata obbligatoria dei lituani nell'esercito sovietico
2.300
Pregiudizio derivante dalla nazionalizzazione e collettivizzazione forzosa 500
Danni causati alla chiesa cattolica 200
Cessazione forzata delle funzioni statali 1.400
Emigrazione forzata 6.000
Perdita economica del Pil 800
dati in milioni di dollari

In merito ai progressi dell'economia lituana, la stampa russa risponde alle pretese del Paese baltico quantificando gli investimenti fatti nell'economia di Vilnius in circa 72 mila milioni di dollari. Dal 1940 al 1990 si realizzarono infatti, sotto la regia di Mosca, centrali atomiche, centrali idroelettriche, industrie petrolifere, dell'acciaio e altre ancora, permettendo alla Lituania di moltiplicare per 85 il volume della sua produzione industriale.

La controversia è ben lungi dall'essere risolta e ci sono i presupposti affinchè resti un fronte di discussione politica paragonabile a quello della riparazione dei danni nelle ex colonie.

Parole chiave: unione sovietica, lituania
Categoria: Economia
Luogo: Lituania