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Coprifuoco. È il nuovo ordine imposto alle città più colpite di un paese in ginocchio che tenta di reagire al cataclisma di sabato, ma che, incredulo, è costretto a frenare sciacalli e approfittatori senza scrupoli. Sono quattro le città della martoriata zona centrale del Cile, colpita dal terremoto e dallo tsunami, a essere state sottoposte a coprifuoco notturno, per prevenire saccheggi e violenti disordini. Lo ha annunciato il comando militare. Il generale Bosco Pesse, comandante della brigata della regione del Maule, ha riferito che Talca, Cauquenes e Constitucion, nel raggio di un centinaio di chilometri nel Maule, sono sottoposte a coprifuoco da mezzanotte a mezzogiorno ora locale (dalle 4 alle 16 in Italia). A Concepcion, la più grande delle città colpite, il coprifuoco vige da domenica sera.
"Concepcion continua a essere sotto coprifuoco. Ci sono squadre di cittadini che perlustrano le strade a turno per proteggere la gente dai saccheggi. La situazione è molto critica anche a Talcahuano. Le ruberie sono veramente insistenti. Addirittura è stato assaltato il municipio dove sono stati portati via persino i computer", racconta Angel, giovane cileno.
"A Talcahuano è dura - racconta Felipe - Per fortuna almeno in alcuni settori è tornata la luce e ci sono i vicini che fanno le ronde a ogni angolo. Ma per il 78 percento è distrutta. E più di 22 persone sono morte".
"Mio padre è di Chiguayante. Vive lì con la sua nuova famiglia. Stanno bene. Non abbiamo potuto comunicare per telefono, ma so che non hanno né acqua né luce. E molto poco cibo. Spero che piano piano la situazione si avvii verso la normalità. È così anche per Concepcion e Talca", racconta Camila.
"Oggi sono stato in una delle zone fra le più distrutte dal terremoto. Mi hanno raccontato come dopo nemmeno 24 ore dal terremoto sono comparsi i primi bastardi che, approfittando dell'ignoranza della gente hanno iniziato a offrire loro cifre ridicole per comprare le loro proprietà distrutte dal sisma. Dando loro a intendere che il dipartimento era morto e sepolto e che si sarebbero dovuti arrangiare, hanno fatto credere a questa povera gente che fosse meglio accettare quel po' di soldi e andarsene o sarebbero rimasti con un pugno di macerie e niente più". Questo lo racconta un ingegnere, che ha deciso di diffondere in rete questa informazione, per mettere in guardia di fronte a questi atti di sciacallaggio che vanno ben oltre i saccheggi di cibo e coperte.
"Ci sono voci che a Quilcura stiano rubando e saccheggiando le case. I carabinieri dicono che non è vero, ma sono state ricevute chiamate di persone disperate, in lacrime", aggiunge Carola.
"La mia famiglia è di San Pedro de la Paz, di Concepcion. Da ieri è iniziato a tornare l'acqua. La gente si sta organizzando fra vicini di casa, ma il problema è che stanno saccheggiando tutti i supermercati e non c'è quindi un posto dove comprare da mangiare. Non ci sarà cibo ancora per molto. E la paura è che gli sciacalli arrivino a rubare nelle case, per questo si organizzano le ronde fra cittadini", ha invece raccontato Soledad.
"Nelle ultime ore abbiamo visto come quello che per qualcuno è una tragedia, per altri è semplicemente un festino - spiega il giovane Alonso Mauricio, di Antofagasta - E approfittano delle disgrazie per fare i loro calcoli e il loro interessi. Questa è veramente una vergogna. Capisco che ci siano prodotti di prima necessità come il latte o l'acqua, che se mancano, in queste situazioni, si può capire vengano presi in negozie e supermercati abbandonati, ma come si può comprendere chi si porta via lavatrici, televisori, lavastoviglie, approfittando dal buio fitto forzato per la mancanza di elettricità? Questa è veramente una vergogna nazionale. Doppiano ribellarci e rimboccarci le maniche per far sì che il nostro paese si rialzi veramente, con dignità, come ha fatto centinaia di volte. Collaboriamo. L'aiuto di ognuno di noi è importante. Molta gente non ha nemmeno più la sua dignità. Facciamo qualcosa tutti. Solo così ci risolleveremo da questa incredibile tragedia".
Stella Spinelli