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Mentre il Pacific Tsunami Warning Center (Noaa) cancella l'allarme tsunami diramato ieri, che riguardava tutti i Paesi che si affacciano sul Pacifico, ad eccezione della costa nordamericana, il Cile conta le sue vittime. Nonostante questa notte la terra sia tremata ancora per la 99esima volta in 24 ore, con scosse del 5.1 della scala Richter, la presidente uscente Michelle Bachelet annuncia la conta ufficiale delle vittime, che ancora resta parziale: 214 morti, 15 dispersi e 2 milioni di persone che hanno riportato danni più o meno gravi alle abitazioni. A queste si aggiungono ospedali distrutti, infrastrutture viarie saltate, porti e aereoporti danneggiati più o meno seriamente.
Questi i dati diffusi ufficialmente dalla Moneda, mentre Fernando Coloma, sovrintendete di Maule, una delle regioni più colpite dal sisma, ha dichiarato alla Tv Chile che soltanto nella sua zona si contano 237 morti e più di 150 dispersi.
La cifra delle persone che hanno perso la vita, secondo la protezione civile cilena, dovrebbe dunque per ora oscillare intorno a 300, anche se resta tutto molto confuso. Si continua infatti a scavare fra le macerie di città come Concepcion, la città maggiormente colpita, perché vicinissima all'epicentro. Si tratta di una città costiera, la seconda di tutto il paese in ordine di grandezza. Conta 200.000 abitanti e sorge a circa 500 chilometri a sud di Santiago. Qui sono crollati diversi palazzi e alcuni incendi si sono scatenati devastandola.La terra ha tremato anche nella vicina Argentina, dove sono morte due persone.
Il previsto tsunami, prima di placarsi, ha colpito la costa centrale cilena, abbattendosi sul porto di Talcahuano, trascinando barche, pescherecci e container sulla terraferma. In precedenza aveva investito l'arcipelago cileno di Juan Fernandez, provocando almeno cinque morti e diversi dispersi sull'isola di Robinson Crusoe. Ha quindi viaggiato attraverso tutto il Pacifico. Mattinata di grande paura alle Hawaii, dove l'allarme è scattato all'alba e dove il governatore ha dichiarato lo stato emergenza, per poi, alla fine, registrare onde anomale molto deboli che hanno fatto revocare l'allerta. Nel sud del Pacifico, lo tsunami ha investito la Polinesia francese con onde alte circa due metri alle isole Marchesi, causando lievi danni. L'onda anomala ha raggiunto le coste del Giappone con un impatto molto debole: l'onda registrata nell'arcipelago di Ogasawara, oltre mille chilometri a sud di Tokyo in pieno Pacifico, ha toccato i 10 centimetri di altezza.