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E' stato devastante il terremoto che ha colpito il Cile. La prima scossa, avvenuta intorno alle 03.30 locali, è stata fortissima:8.8 sulla scala Richter. Al momento il bilancio provvisorio parla di oltre 100 morti e centinaia di feriti oltre alla distruzione di diversi edifici e strade. Molte le scosse di assestamento e tutte di forte intensità. La popolazione in preda al panico è scesa in strada.
L'epicentro secondo gli esperti sarebbe stato localizzato a circa novanta chilometri a nord della città di Concepcion dove molti edifici sarebbero crollati. In tutto il Paese è emergenza. Mancano acqua e elettricità e le comunicazioni sono ridotte.
La presidente Bachelet ha dichiarato lo stato di catastrofe e ha ordinato l'immediata evacuazione dell'Isola di Pasqua, nel Pacifico meridionale. L'aeroporto di Santiago è stato chiuso e tutti i voli cancellati.
Impressionanti le testimonianze che arrivano da Concepcion dove alcuni cittadini hanno raccontato un paesaggio apocalittico con palazzi distrutti e pavimentazioni stradali ondulate e sprofondate di alcuni metri. Sui principali social network i ragazzi di Concepcion hanno fatto sapere che il palazzo che ospita l'università della città sarebbe in fiamme e in cielo si sarebbe levata una grande colonna di fumo. Al momento, però, la notizia non sarebbe confermata.
E c'è paura per lo tsunami. Il centro allerta tsunami che ha la sua sede nelle isole Hawaii ha reso noto che "la lettura dei livelli del mare conferma che si è generato uno tsunami che potrebbe causare danni enormi. Ora tutte le autorità dovrebbero prendere misure appropriate per rispondere a questa minaccia". E sembra che le onde causate dal sisma potrebbero arrivare fino alle coste asiatiche, oltre a quelle australiane, entro le prossime 24 ore.
E intanto la terra continua a tremare. Alle ore 14.30 circa ora italiana sarebbe stata registrata una nuova scossa di magnitudo 6.1 sulla scala Richeter. Il commissario europeo per gli aiuti umanitari Kristalina Georgieva ha fatto sapere che la commissione è già al lavoro per accertare quale tipo di aiuto potrebbe essere necessario al Paese. "Nel frattempo- ha detto la Georgieva- siamo pronti a inviare aiuti immediati e a coordinare la cooperazione europea se necessario".