26/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Undici le persone coinvolte, tra cui un italiano, accusate di aver allestito campi si addestramento del Pkk

Un'operazione compiuta dalla Digos di Venezia ha portato all'arresto di undici persone accusate di aver allestito campi di addestramento e di indottrinamento alla lotta armata del Pkk contro lo Stato turco. Le indagini si sono svolte con la collaborazione dell'antiterrorismo tedesco e la cooperazione della polizia francese che, parallelamente, ha compiuto altrettanti arresti.

Tra gli undici destinatari dell'ordine di custodia cautelare ci sarebbe anche un italiano di Treviso, Andrea Orlando, che si trova però già in carcere dal 2006 per detenzione di armi. Gli arrestati sono accusati di aver messo in piedi un'organizzazione per foraggiare con fondi e nuovi guerriglieri il Pkk, il Partito dei Lavoratori Curdi messo all'indice da Turchia, Unione Europea e Stati Uniti come sodalizio terroristico. Gli arresti sono stati effettuati a Venezia, Modena, Grosseto, Roma e in provincia Pisa dove 4 curdi sono stati fermati dalle forze dell'ordine a Quarrata di Santo Pietro, in un agriturismo che ospitava una trentina di ragazzi e ragazze, di età compresa tra i 26 e 28 anni, che hanno dichiarato di essere studenti e lavoratori in vacanza. La collaborazione tra la polizia francese e quella italiana ha preso spunto dalla dichiarazione di una ragazza curda arrestata in Francia che avrebbe raccontato di aver preso parte a un corso di "indottrinamento ideologico" in un campo vicino a Taranto. Secondo le risultanze delle indagini il gruppo italiano dei curdi aveva un grande rilievo a livello europeo: agiva richiedendo gli immigrati regolari di etnia curda quote contributive - anche con metodi estorsivi - per alimentare la propaganda, il proselitismo e la causa curda.  

Nell'ambito della maxi operazione, che ha visto il coinvolgimento anche di Belgio e Olanda, il ministero della Giustizia olandese ha confermato oggi l'arresto di Hasan Adir avvenuto lo scorso 19 gennaio nei pressi del confine tedesco-olandese. Le autorità turche hanno chiesto l'estradizione di Adir perché ritenuto un elemento di spicco della diaspora curda e leader del Pkk in Germania. In una nota, il ministero della Giustizia ha precisato che l'udienza per l'estradizione di Adir si terrà il 18 marzo. Adir, che può contare sull'assistenza di un avvocato, si opporrà alla pratica di estradizione in quanto teme di essere torturato o addirittura ucciso se rimpatriato in Turchia. Secondo quanto dichiarato dal legale Bart Nooitgedacht, i timori del suo cliente sono fondati e sono stati accertati anche dalla magistratura tedesca dal momento che già la Germania, paese di residenza di Adir, avrebbe respinto la richiesta. 

 

 

Nicola Sessa

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