11/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Professori e presidi sottolineano con sempre maggiore insistenza quanto la scuola e le relazioni tra i ragazzi si siano trasformate con l'avvento della rete

Internet, la rete ormai da diversi anni sono al centro di un processo di trasformazione radicale della società. Si è modificato non solo il modus vivendi, ma anche i rapporti tra le persone. A vivere gli effetti della rivoluzione del web sono soprattutto le nuove generazioni. Presidi e professori sottolineano con sempre maggiore insistenza quanto sia cambiata la scuola e anche i rapporti tra i ragazzi con l'avvento della rete.

“La scuola – afferma Nino Pizza, professore delle superiori – vive una profonda difficoltà, è attaccata da molti fronti e si sta difendendo. I tempi educativi vengono ridotti e si rinuncia all'elaborazione critica della conoscenza e della formazione. In questo la rete ha avuto una grossa responsabilità”. La rete è immediata, semplice da usare, permette di scaricare nozioni senza alcuna fatica e mediazione. Il rischio, tuttavia, secondo molti insegnanti è che il web non venga sfruttato in maniera costruttiva e utile. “I ragazzi – prosegue Pizza – si sanno muovere con disinvoltura in rete e spesso le loro competenze sono pari a quelle di noi professori. Il problema, tuttavia, si pone quando si passa alla creazione. Gli alunni consumano internet, lo vivono in maniera passiva. Non riescono a passare alla fase successiva che prevede la creazione di contenuti e di significati. Non si rendono conto delle enormi potenzialità che offre loro questa nuova frontiera. Lo subiscono”.

Sarebbe la passività con cui i ragazzi consumano il web a renderlo poco utile dal punto di vista scolastico, così come l'assenza di una didattica e di una metodologia nuove che integrino le possibilità aperte dalla rete. Secondo il professor Pizza le tanto acclamate lezioni in video-conferenza, che spopolano nelle università e che prima o poi raggiungeranno anche le scuole superiori, non costituiscono un uso critico del web. Sarebbero semplicemente degli stratagemmi per mercificare ulteriormente la cultura e accorciare i tempi educativi. “Non penso – dice Pizza – che cultura, educazione e formazione siano concetti contrari al mercato, il loro incontro è necessario. Bisogna, tuttavia, fermarsi un attimo e riflettere sulle potenzialità della rete per capire dove ci porta”.

Non sono solo la didattica e la metodologia a essere messe in crisi dalla rivoluzione di internet, ma anche le relazioni tra i docenti e gli alunni e quelle tra i ragazzi. Molti passano molte ore connessi, assorti in una dimensione virtuale, che rischia di allontanarli dalla realtà. “Le relazioni tra i ragazzi – conclude Pizza – sono cambiate moltissimo, si sono proprio trasformate. Spesso vivono di rapporti on-line e una vicinanza attraverso questo strumento. Non più attraverso il corpo. Per questo sono sempre più convinto che la rivoluzione sociale e culturale introdotta dal web andrebbe guidata per diventare costruttiva e vissuta criticamente. Tutti dovrebbero avere accesso a internet e usarlo per avvicinare i corpi, non per allontanarli”.

Benedetta Guerriero

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