25/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La disputa mai sopita sembra destinata ad essere definita

Scritto per noi da
Alessandro Ingaria

"In Mongolia tutto si chiama Gengis Khan. Dalla miglior vodka alle discoteche, dagli hotel ai gruppi rock. Dal più spietato condottiero del passato è disceso il più pacifico popolo del mondo attuale. Segnali di sviluppo umano.", ricordi di un viaggio asiatico.

La Mongolia divenne il secondo stato comunista al mondo, sottostando sin dal 1926 ad un'egemonia di fatto dei sovietici. Dopo 64 anni il partito comunista ha cessato di controllare direttamente il governo.  Il 13 gennaio 1992 è nata ufficialmente la Repubblica di Mongolia ed è stata scritta la prima Costituzione.

Il 2010 potrebbe rappresentare un altro anno chiave per il Paese asiatico. Il mese prossimo dovrebbe terminare una lunga disputa per il debito nei confronti della Russia, figlio dell'era sovietica.

Il presidente Tsakhiagiin Elbegdorj si recherà in visita di stato a Mosca ad incontrare il suo omologo. Secondo i giornali locali lo scopo della visita è la pianificazione dell'accordo di partnership strategico tra Mongolia e Russia, di cui si sono poste le basi nella visita dello scorso anno di Dmitrij Medvedev a Ulan Bator. Nel dicembre 2003 la Mongolia aveva annunciato la definizione del 98 percento del debito dell'era sovietica, pari a 11 miliardi di rubli convertibili, negoziando un pagamento di 250 milioni di dollari a favore di Mosca. Il presidente Medvedev, durante la visita del 2009, aveva confermato che sussisteva un debito residuo, dai tempi dell'Unione Sovietica, a favore della Russia, che attualmente si stima ancora esistente nella misura di 150-160 milioni di dollari. Tale rimanenza è oggetto di una disputa tra i due Paesi per l'effettiva esigibilità della stessa, soprattutto per il fatto che il debitore, a quel tempo, era di fatto sotto il controllo politico del creditore.

Allo stato attuale viene mantenuto il massimo riserbo sulla vicenda e nessuno dei due governi rilascia dichiarazioni alla stampa e al pubblico in generale, circa la reale consistenza del denaro dovuto e i termini della disputa. Residui di abitudini sovietiche. Tantomeno si conoscono i termini delle proposte di estinzione formulate dall'esecutivo di Ulan Bator. Alcuni analisti politici riferiscono che il leader russo potrebbe transigere sul debito dell'era sovietica in cambio di "una proprietà esclusiva dei progetti minerari sotto l'egida di una partnership strategica". Esempio di linguaggio sovietico. Tradotto potrebbe suonare come: la Russia vuole ripristinare la sua influenza in Mongolia e intende impegnarsi nello sviluppo del settore minerario per lo sfruttamento "esclusivo" di carbone e uranio di cui il paese asiatico è molto ricco.

In attesa che un nuovo e pacifico Gengis Kahn possa guidare questo popolo degno e fiero ad una vera indipendenza, non resta che attendere gli sviluppi di questa vicenda, che trae origine in tempi che sembrano ormai lontani.

Parole chiave: mongolia, russia
Categoria: Economia
Luogo: Mongolia