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Più di 1800 cittadini cristiani di Mosul, città situata nella zona settentrionale dell'Iraq, da oltre tre giorni hanno scelto di non andare più al lavoro, di non frequentare scuole o università, e di cambiare casa, per timore di essere uccisi dai gruppi di integralisti islamici.
Secondo il giornale arabo al-Sharq al-Awsat i primi problemi si sarebbero verificati alcuni giorni fa, quando molti studenti universitari cristiani sono stati minacciati di morte. I gruppi dei fondamentalisti islamici hanno, inoltre, dichiarato di voler colpire e far saltare in aria gli autobus con cui i giovani cristiani vengono accompagnati nelle varie facoltà.
Negli ultimi dieci giorni, a Mosul, sono stati uccisi 8 cristiani, tra cui anche alcuni cattolici. L'altro ieri tre mebri di una famiglia cristiana, un padre e i suoi due figli, e un agente di polizia sono stati ammazzati. Secondo monsignor Emil Nona, arcivescovo caldeo di Mosul, la città vive una vera e propria emergenza umanitaria e ha parlato di una "via Crucis che non finisce mai".