24/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'inviato Alston chiede a Tirana di agevolare le indagini su fatti del 1999

"L'Albania sostiene che le accuse sul traffico d'organi siano del tutto infondate. Sarebbe perciò nell'interesse del governo mediare per un'inchiesta indipendente ed oggettiva da parte di una delle istituzioni internazionali che si stanno occupando del caso".

Philip Alston, inviato speciale delle Nazioni Unite per le esecuzioni extragiudiziali, è parso piuttosto seccato al termine della sua visita di dieci giorni a Tirana.
"In Albania, sul caso, non c'è stato alcun passo avanti", ha concluso Alston, incontrando la stampa. L'inviato Onu si riferisce al caso noto come Casa Gialla, una vicenda che risale al periodo immediatamente successivo alla fine della guerra in Kosovo del 1999. Secondo il Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia (Tpi), nel villaggio albanese di Burrell, miliziani dell'Uck (esercito albanese del Kosovo) uccisero e privarono degli organi alcuni prigionieri serbi, rivendendo poi sul mercato internazionale quanto espiantato ai detenuti. Un'accusa grave, caduta nel 2003 per mancanza di prove, ma rilanciata dalla denuncia dell'allora procuratore capo del Tpi Carla Del Ponte nel suo libro di memorie La Caccia. Belgrado ha aperto un'inchiesta e l'Onu vuole vederci chiaro.

 

Categoria: Profughi, Storia
Luogo: Albania