24/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Cina e Usa: Afghanistan

Dossier Afghanistan. Di recente la Cina ha proposto una roadmap: ritiro degli Alleati, riconciliazione nazionale e peacekeeping sotto l'egida Onu, trattative con i talebani. Sembra che si punti all'allontanamento degli Usa dai propri confini occidentali, mentre gli americani cercano l'appoggio cinese proprio per confermare la propria presenza nell'area. Quali sono gli scenari possibili?

La presenza statunitense in Asia centrale è chiaramente un fastidio per la Cina e per la Russia. Ma se per garantire questa presenza gli Usa sono costretti a spendere enormi risorse e ad impiegare buona parte del potenziale militare in operazioni inconcludenti e senza fine, allora per i cinesi, e non solo, è una benedizione. La road map indicata dai cinesi è quella classica di chi non è invischiato fino al collo e di chi ha ancora libertà d'azione. Questo non è il caso degli Usa e degli alleati in Afghanistan costretti a svenarsi rischiando ogni giorno la pelle dei soldati e la credibilità dell'alleanza. Lo sviluppo possibile non dipende dalla Cina o dalla Russia, ma esclusivamente dagli Usa. La road map cinese ha senso solo se gli Usa ammettono di aver perso la partita e la faccia. Non esiste nessuna amministrazione che possa o voglia fare questa ammissione esplicita o implicita. Quindi agli Stati Uniti non rimane che andare avanti con una politica di disimpegno graduale e virtuale cercando di convincere l'opinione pubblica mondiale di non aver perso. E' una strada lunga e faticosa che la Cina non aiuta di certo a percorrere. Gli Stati Uniti impegnati e impantanati hanno meno voglia e risorse per avviare altre avventure ed hanno più bisogno della Cina.

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Luogo: Cina