24/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



I 32 paesi dell'America Latina e del Caribe hanno dato vita durante un summit a Cancun, in Messico, a un ente sovranazionale che terrą fuori Stati Uniti e Canada. Il commento di Alfredo Somoza

I 32 paesi dell'America Latina e del Caribe hanno dato vita durante un summit a Cancun, in Messico, a un ente sovranazionale che terrà fuori Stati Uniti e Canada. Il commento di Alfredo Somoza, italoargentino, antropologo e giornalista esperto di temi latinomaricani

Che ne pensa dell'unione nata a Cancun?

È un fatto politco piuttosto importante. Con questo nasce il primo vero organismo regionale. L'Osa era stata fortemente voluta dagli Usa, ma con il tempo, vista la posizione degli Stati Uniti e anche del Canada all'interno del G8, è emerso che questo organismo non ha più un senso, anche con il venir meno della guerra fredda. Finora l'Osa era tutta sbilanciata verso un paese solo, quindi anche la scelta di fare un organismo regionale senza questi due paesi è una scelta logica, un voler creare un ente fra pari. Ed è stato fortemente voluto dal Brasile che guiderà il tutto.

Ci sono buone premesse perché sia stabile e duratura?

È un organismo che nasce già con una posizione unanime su una questione delicata quale quella Argentina-Gran Bretagna. Non ci sono stati dissidi nella presa di decisione tutta a favore di Buenos Aires. E questo è un fatto storico.
Un blocco con gli Stati Uniti ha sempre significato un blocco che ha già delle posizione prestabilite e imposte nei rapporti extracontinentali, vedi Nato, Onu. Invece questo sarà un blocco molto più omogeneo, che non nasce contro, ma che nasce pro. E il fatto che persino paesi ex colonie britanniche come Giamaica o Barbados abbiano aderito al documento finale pro Argentina e contro la Corona britannica la dice lunga su quanto siano cambiati gli equilibri regionali. E questo ha avuto già ripercussioni persino negli Stati Uniti, visto che ieri sera il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere che sulla questione Malvinas-Falkland gli Usa resteranno neutrali. Un cambiamento totale rispetto alla loro posizione storica, di appoggio incondizionato al vecchio alleato britannico.

Tempi nuovi, dunque...

Ora staremo a vedere gli sviluppi che avrà, ma l'unica cosa certa è che risponderà ai nuovi equilibri regionali, senza dover dipendere, come ha sempre fatto l'Osa, dalle manovre Usa.
Questo nuovo ente fotografa la realtà. Era assolutamente impensabile non dico venti anni fa, ma anche dieci anni fa. È invece possibile, dopo il fallimento dell'Alca, l'associazione tanto voluta da George W. Bush e respinta con intransigenza da Luiz Inacio Lula da Silva, e grazie ai nuovi leader degli ultimi anni che hanno ridato autonomia e personalità alla regione. Tanto di cappello, anzi, per essere riusciti a superare i blocchi già esistenti, dal Mercosur all'Alba, passando per l'Unasur. Il nuovo organismo, almeno nella teoria, supera tutti questi preesistenti, divenendo un forum veramente regionali fra paesi omogenei.

Concretamente nascerà nel 2011, ma già si può capire cosa sarà...

Son tutti elementi che dovranno verificarsi, ma ormai sono diversi i passi fatti verso un obiettivo del genere, vedi appunto il Mercosur, poi l'Unasur, lo stesso Alba. Sono tutti tentativi di ricreare una comunità di latinoamericani, ripensandola dopo la fine della guerra fredda. E penso fermamente che tutto questo avrà anche ripercussioni sul resto del mondo, perché a questo punto è difficile che il Brasile continui a essere tenuto fuori dal consiglio di sicurezza Onu. Questo blocco di 32 stati, sono 32 voti e spingerà per ridisegnare la mappa delle grandi potenze mondiali. Quindi non solo India e Cina, che sono i colossi più evidentemente lanciati verso l'affermazione, ma anche il Brasile, in tutta la sua potenza, ora sostenuta da un intero blocco regionale, impensabile fino a poco tempo fa.

Quindi il Brasile è stato scelto quale rappresentante dell'America Latina nello scacchiere internazionale?

L'America Latina non ha mai avuto rappresentanti. Una volta si candidò il Messico, ma poi entrando nel Nafta si allontanò irreversibilmente dal resto dell'America Latina. Oggi, l'unico paese in grado di dare un volto a un continente che non è mai stato rappresentato in quanto tale, ma che sempre è stato rappresentato da terzi esterni, vedi Stati Uniti, Unione europea, è il Brasile, che per la prima volta è l'espressione di tutti. Perché c'erano tutti a Cancun e tutti hanno firmato l'accordo. Il clima è dunque cambiato.

 

Stella Spinelli

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